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L'analisi
Sessione straordinaria: uno schiaffo al Governo, un'occasione per i partiti
Redazione
3 anni fa
Per il politologo Andrea Pilotti quello che è scaturito dalla due giorni di sessione parlamentare sul caso Credit Suisse dimostra la volontà del Parlamento di svolgere un ruolo sempre più centrale nel processo decisionale.

Voto di protesta e schiaffo al Governo, ma anche inutile show e ipocrisia. Sono solo alcuni, e nemmeno i più severi, commenti della stampa all’indomani della sessione straordinaria delle Camere federali sull’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS. All’atto pratico, ricordiamo, non cambia nulla: la bocciatura dei crediti d'impegno per 109 miliardi di franchi da parte del Consiglio nazionale ha avuto più che altro un carattere simbolico, è stato sottolineato da più parti. Per il politologo Andrea Pilotti c'è però un'altra possibile lettura. “È un'ulteriore dimostrazione che il Parlamento ha un ruolo sempre più centrale nel processo decisionale”, sottolinea a Ticinonews, ricordando che la Costituzione federale riconosce al Parlamento il ruolo di autorità suprema della Confederazione. “Negli ultimi 15 anni”, rileva Pilotti, “il Parlamento ha ricorso sempre più spesso alla possibilità di indire sessioni straordinarie e di svolgere un lavoro d'inchiesta. E l'ultima sessione straordinaria non ha fatto altro che confermare la volontà del Parlamento di svolgere un ruolo sempre più centrale”.

Voto di sfiducia, ma anche opportunità

È tuttavia innegabile che il voto della Camera del popolo sia una sorta di voto di sfiducia al Governo e alla Consigliera federale Karin Keller-Sutter, ma anche nei confronti dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) e della Delegazione delle finanze del Parlamento stesso. Una credibilità in parte minata, ma anche un’occasione di crescita. “È stato sicuramente un voto che ha espresso una sfiducia e un malumore, ma non sarei così pessimista e negativo”, sottolinea ancora Pilotti, volgendo lo sguardo sul medio-lungo periodo: “Si sono verificate altre situazioni in passato in cui Governo e Parlamento sono stati sfiduciati o l'uno ha sfiduciato l'altro. Questo non ha impedito alle stesse istituzioni di uscirne anche rafforzati”.

Un’occasione per profilarsi

Le critiche al Consiglio federale sono giunte sia da destra che da sinistra, con una quantomeno insolita alleanza fra PS/Verdi e UDC. E questo con le elezioni federali di ottobre che si avvicinano a grandi passi. “È un'occasione per quei partiti di profilarsi”, prosegue il politologo. “Il PS è uscito nelle ultime elezioni cantonali piuttosto indebolito. Questa situazione permette al partito di profilarsi con maggiore convinzione su una tematica su cui si era già espresso in passato. Rappresenta una finestra di opportunità che rafforza il partito. Lo stesso discorso vale per l'UDC: nel 2019 è uscita molto indebolita e negli ultimi mesi si sta profilando su diversi temi, che le permettono di avere una posizione di rilievo”.