
Il gruppo UDC alle Camere federali è contrario all'introduzione unilaterale del principio del Cassis-de-Dijon, in base al quale un prodotto autorizzato in un stato membro dell'UE può essere liberamente venduto in tutti gli altri stati comunitari. Per i democentristi, vi è il rischio che l'economia elvetica venga penalizzata. Il Consiglio federale dovrebbe quindi chiedere all'UE la reciprocità in questo campo. Per i Verdi, con questo principio vi è il rischio di un peggioramento della qualità dei prodotti. In una nota odierna, il gruppo UDC - riunitosi in vista della sessione speciale del 27-30 aprile - giudica pericolosa e poco ponderata l'idea di introdurre questo principio in Svizzera, da cui ci si attende una riduzione dei prezzi. Il principio del Cassis-de-Dijon permetterebbe a paesi europei di immettere automaticamente i loro prodotti sul mercato elvetico. Tale condizione non varrebbe però per le merci prodotte nella Confederazione. L'UDC considera l'introduzione unilaterale una sorta di adattamento servile del governo. Il mercato svizzero, sottolinea la nota, rischia di essere sommerso da merci estere, senza che le industrie elvetiche godano delle stesse condizioni. Per avere prezzi più bassi, la Svizzera rischia la chiusura di aziende e la perdita di posti di lavoro. Nel loro comunicato i Verdi temono il dumping sociale ed ecologico. A loro parere, la qualità dei prodotti rischia di peggiorare, così come le esigenze nel campo sociale ed ambientale. ATS
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