
l corpo delle guardie di confine va potenziato, non snellito. È questo, in sintesi, il contenuto di una lettera che la Commissione della legislazione discuterà domani e che, una volta ottenuto l’avallo dal Gran Consiglio, invierà alle Camere federali. Su slancio di un’iniziativa cantonale presentata da Marcello Censi (PLR) che chiedeva di aumentare gli effettivi lungo la frontiera, la Legislativa ha quindi deciso di prendere carta e penna per ribadire la necessità di un maggior controllo al confine. «È una questione di sicurezza nazionale – ci spiega la relatrice Nadia Ghisolfi (PPD) – in tal senso, occorre mandare un chiaro segnale a Berna ribadendo l’importanza delle guardie di confine non solo per quanto concerne la pressione migratoria e la lotta alle entrate illegali, ma anche per contrastare i furti a cavallo della frontiera. Sono le nostre sentinelle, non possiamo speculare».
«Ripartizione, Ticino mal messo»Proprio nell’ottica di dare scacco matto alla criminalità transfrontaliera, l’anno scorso dal 1. aprile al 30 settembre si era svolta in Ticino la fase test della chiusura notturna dei valichi secondari di Novazzano-Marcetto, Pedrinate e Ponte Cremenaga, come richiesto in una mozione della consigliera nazionale Roberta Pantani (Lega). Un provvedimento che però, terminata la fase test, è tutt’oggi in stand-by in attesa che il Consiglio federale decida di confermare, ampliare o congelare del tutto la misura. «Durante questa sessione parlamentare come Deputazione ticinese solleciteremo il direttore del Dipartimento federale delle finanze Ueli Maurer – ci conferma il consigliere nazionale del PPD Marco Romano che, sul tema, era stato sentito anche dalla Legislativa – non da ultimo perché stiamo parlando di un non-problema: la chiusura notturna dei valichi minori non provoca danni a nessuno e, al contrario, porta solo benefici ai cittadini. L’abbiamo visto durante la fase pilota in Ticino».
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

