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Svizzera
“Servono altre misure”
Filippo Suessli
6 anni fa
Questa mattina il consigliere federale ha incontrato i responsabili cantonali della salute, che chiedono un inasprimento delle misure

Il consigliere federale Alain Berset si è incontrato questa mattina con i responsabili cantonali della sanità, la prima volta dopo le nuove contestate misure. In conferenza stampa il capo del Dipartimento federale dell’interno ha parlato di un “confronto molto diretto e aperto”.

Situazione seria

“La situazione è seria”, ha detto, “vi è un aumento dei casi in tutta la Svizzera, con l’unica eccezione dell’Arco lemanico”. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di far scendere il tasso di riproduzione a 0,8 o anche meno. “Ci serve un’incidenza abbastanza bassa perché possa funzionare il contact tracing”, ha spiegato Berset. Un altro punto critico, ha aggiunto, è il fatto che i reparti di terapia intensiva sono molto sotto pressione. “A differenza della primavera, la pressione è sul personale”, ha chiarito Berset, mentre in primavera il problema principale era il materiale.

“Servono altre misure”

Il presidente della Confederanza dei direttori cantonali della sanità Lukas Engelberger ha spiegato, invece, di sostenere le misure decise venerdì e ha sottolineato come “si comprendano anche le critiche sulla loro introduzione”. Ma, ha aggiunto, “la pandemia si muove velocemente, le procedure del nostro federalismo non sono sempre altrettanto veloci”. I direttori della sanità, ha detto ancora Engelberger, ritengono che “queste misure sono necessarie e crediamo che non sia ancora abbastanza. Servono altre misure”. Engelberger ha comunque sottolineato come non si immagina un lockdown, quanto piuttosto delle misure simili a quelle adottate dalla Romandia nelle ultime settimane. Un eventuale inasprimento delle norme, lo ricordiamo, è già in consultazione con i Cantoni e una decisione è prevista per venerdì, quando il Consiglio federale farà il punto della situazione.

Il vaccino

Alain Berset ha anche illustrato la strategia per il vaccino. In attesa del via libera di Swissmedic per uno dei quattro che sono attualmente nella procedura di autorizzazione, i Cantoni devono preparare la logistica per la vaccinazione della popolazione. Verosimilmente la prima autorizzazione arriverà nelle prossime settimane, probabilmente nei primi giorni dell’anno. Una preparazione indispensabile: “Non possiamo immaginare che il vaccino sia pronto, ma la procedura no”. Per la copertura dei costi la Confederazione con le assicurazioni malattia coprirà 500 milioni, i Cantoni circa 20 per la partecipazione ai costi.

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