
L'esame di coscienza per i candidati al servizio civile ha i giorni contati. Dal primo aprile, una domanda scritta basterà per non essere obbligati a prestare servizio militare. Questa semplificazione condurrà molto probabilmente a un aumento del numero di persone ammesse al servizio civile. Finora i "refrattari" al servizio militare dovevano motivare dettagliatamente l'esistenza di un conflitto di coscienza e presentarsi a un'audizione di fronte alla commissione di ammissione. La nuova procedura sul diritto civile è meno esigente, aveva indicato nel dicembre scorso Lukas Stoffel del Dipartimento federale dell'economia (DFE). La maggiore novità della legge consiste nell'introduzione della cosiddetta "prova dell'atto": basterà infatti la disponibilità a svolgere un servizio della durata di una volta e mezzo il servizio militare - ossia 390 giorni al posto di 260 - per comprovare un conflitto di coscienza. Per il Consiglio federale, questa modifica della legge dovrebbe aumentare il numero degli effettivi. È dello stesso avviso pure il responsabile del servizio civile, Samuel Werenfels: "A fine 2008, abbiamo ricevuto 1'948 domande. Riteniamo che il loro numero dovrebbe raggiungere le 2'500 a fine 2009,", ha dichiarato all'ATS. ATS
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