
L'iniziativa popolare "Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)" è formalmente riuscita. Delle 107'871 firme inoltrate alla Cancelleria federale a fine ottobre, 107'613 sono risultate valide. Con questa iniziativa, il comitato interpartitico chiede che tutti, almeno una volta nella vita, facciano qualcosa per la comunità e l'ambiente.
Più possibilità
L'idea dell'iniziativa è venuta all'associazione servicecitoyen.ch, fondata a Ginevra. Vi partecipano anche numerosi politici di tutti gli schieramenti, tra cui ex consiglieri nazionali, ma anche consiglieri agli Stati - riconfermati - come Johanna Gapany (PLR/FR). Un simile servizio alla comunità potrebbe essere svolto in seno all'esercito, nel servizio civile, nella protezione civile o in un altro servizio di milizia, secondo i promotori della modifica costituzionale. Tuttavia, gli effettivi destinati all'esercito e alla protezione civile dovranno essere garantiti. La tassa d'esenzione, l'indennità per perdita di guadagno e le altre disposizioni esistenti rimarrebbero invariate. L'impiego di stranieri sarebbe regolato per legge.
Per tutti
Nell'opinione dei promotori, l'iniziativa è un passo storico in due direzioni. Dà espressione concreta all'uguaglianza di genere nel servizio comunitario e riconosce le forme di servizio civile come equivalenti al servizio militare. La Svizzera passerebbe così da un obbligo di servizio esclusivamente militare e maschile a un impegno di milizia per tutti.

