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Svizzera
“Serve più sostegno per i giovani”
Immagine Shutterstock
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Keystone-ats
5 anni fa
Secondo un sondaggio realizzata dalla Task Force infanzia e gioventù la pandemia ha accentuato i problemi, piccoli e adolescenti stanno solo mediamente bene

Le autorità cantonali si preoccupano del benessere di giovani e bambini. La pandemia di coronavirus ha accentuato i problemi: piccoli e adolescenti stanno solo mediamente bene, secondo un sondaggio. L’inchiesta è stata realizzata lo scorso giugno dalla Task Force infanzia e gioventù, organismo creato nel 2020 a causa della pandemia che riunisce esperti di Confederazione e Cantoni. Oltre ai responsabili cantonali del settore, vi hanno partecipato 130 realtà attive nel ramo.

Molti giovani soffrono
I risultati presentati oggi dalla Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) confermano la constatazione già fatta da altri studi: molti bambini e giovani soffrono psicologicamente a causa della pandemia e il numero di persone che contattano i servizi di aiuto è in aumento. I responsabili consultati stimano che la situazione delle famiglie è spesso peggiorata rispetto a prima della pandemia. Un po’ più della metà ha affermato che bambini e giovani con i quali sono in contatto stanno solo mediamente bene. La mancanza di sostegno psicologico per le fasce d’età prese in considerazione non è una novità, ha sottolineato la CDOS. La problematica è stata però accentuata dalla crisi sanitaria. Altri servizi, come il lavoro sociale scolastico o i curatori, sono sempre più sollecitati e l’intero settore dovrebbe essere rinforzato per rispondere bene ai bisogni esistenti.

Ansia e depressione
Quasi la metà degli intervistati ha segnalato un aumento delle difficoltà fra i giovani e un incremento dei contatti ai loro servizi. Un terzo dei rappresentanti delle organizzazioni cantonali ha inoltre sostenuto che è diventato più difficile raggiungere i propri gruppi di destinazione. Fra i problemi più frequenti figurano ansia e depressione, preoccupazioni scolastiche o professionali, conflitti, finanze precarie, stress e isolamento sociale. Il sondaggio non è stato realizzato come uno studio scientifico e non è quindi rappresentativo, sottolinea la CDOS. Lo scopo era identificare la percezione soggettiva che le persone si fanno dell’attuale situazione. Alcuni di questi dati vanno presi con le pinze e confrontati con statistiche raccolte su base scientifica. Secondo l’organismo la tendenza generale emersa è comunque conforme alla situazione reale.

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