
Una maxi operazione denominata "Ghost cars" condotta dai carabinieri di Venezia ha fatto venire alla luce una vasto traffico di vetture rubate di cui per permettere a criminali romeni e nordafricani, tutti pregiudicati, di portare avanti operazioni illecite condotte in tutta Europa senza il rischio di essere rintracciati.
I 386 autoveicoli, di cui 25 sequestrate fuori dall'Italia (Germania, Spagna, Francia, Ungheria, Bulgaria, Romania e, appunto, Svizzera) erano tutti intestati allo stesso prestanome e venivano utilizzati per compiere rapine, furti, spaccio di stupefacenti e truffe in tutto il territorio nazionale ed anche all'estero per un valore complessivo di 3 milioni di euro.
Stando ai media italiani, tutti i veicoli erano stati intestati fittiziamente allo stesso prestanome, un siciliano trapiantato nel Parmense di 28 anni, che "cedendo" il proprio nome, si intascava alcune centinaia di euro per ciascun veicolo. Per lui è ipotizzato il reato di "induzione in errore di pubblico ufficiale in falsità ideologica in atti pubblici".
Il passaggio successivo dell'inchiesta avviata nel 2017 sarà dare un nome e un volto a chi effettivamente ha utilizzato queste auto "fuorilegge" per commettere reati.
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