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Svizzera
Senza CCL da gennaio, i falegnami protestano
Foto Unia
Foto Unia
Redazione
5 anni fa
Con la manifestazione organizzata dal sindacato Unia, i lavoratori del settore chiedono di tornare al tavolo delle trattative con il padronato per stilare un nuovo documento. Temuto soprattutto il dumping salariale

Un contratto collettivo di lavoro venuto a cadere il 1° gennaio 2021 e una forte concorrenza sleale estera sui prezzi, con potenziali ricadute sulle retribuzioni. Questi i motivi che sabato 3 luglio hanno spinto circa 450 lavoratori del settore della falegnameria a manifestare sul Lindenhof di Zurigo. La protesta è stata organizzata da Unia.

Situazione di vuoto contrattuale
Sul suo sito web, il sindacato spiega che “alla fine dello scorso anno, nel quadro di una votazione interna, l’associazione padronale ASFMS aveva respinto unilateralmente l’equilibrato pacchetto negoziale. Di conseguenza, questo contratto collettivo di lavoro dalla lunga tradizione è venuto meno all’inizio dell’anno. Ora regna una situazione di vuoto contrattuale”. Sindacato e manifestanti temono ora in particolare un caos contrattuale, con un aumento della pressione sui salari.

Una petizione raccoglie oltre 2000 firme
Le persone attive nel settore della falegnameria presenti a Zurigo chiedono “a gran voce la fine del blocco delle trattative e la ripresa di un vero dialogo alla pari” con il padronato. In tal senso, nelle scorse settimane è stata lanciata una petizione per chiedere ai datori di lavoro di tornare a discutere del contratto collettivo. Fra Svizzera tedesca e Ticino, Unia dice di avere raccolto 2'435 firme. La petizione è stata consegnata al termine della manifestazione.

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