
"Nessuna giustizia per una vittima di torture": così la sezione svizzera di Amnesty International (AI) commenta la sentenza odierna della Corte europea dei diritti dell'Uomo (CEDU). Quest'ultima ha respinto il ricorso di uno svizzero-tunisino contro il rifiuto dei tribunali civili elvetici di dar seguito alla sua richiesta di risarcimento nei confronti della Tunisia. La sentenza, "che impedisce a una vittima di tortura di chiedere giustizia in Stati stranieri, rappresenta un arretramento importante che di fatto sfocia nell'impunità e potrebbe negare giustizia a migliaia di sopravvissuti", rileva AI. "La decisione della Grande Camera (della CEDU, ndr) è un'occasione persa per garantire giustizia per le vittime di tortura cui è stata negata nei loro paesi d'origine", afferma Tawanda Mutasah, direttore generale del programma Diritto e politica di Amnesty citato nella nota. Anche la ong TRIAL, che ha sede a Ginevra e ha assistito il tunisino naturalizzato svizzero, deplora che la corte di Strasburgo non abbia deciso di rafforzare i diritti di queste persone. "Gli Stati europei devono imperativamente fare in modo che la protezione che offrono ai rifugiati vittime di torture si estenda all'accesso ai rimedi giuridici", ha dichiarato da parte sua l'avvocato del ricorrente.
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