
Sempre più barriere architettoniche vengono abbattute nelle stazioni rossocrociate. Alla fine dello scorso anno 1'132 fermate su un totale di 1'800 erano utilizzabili autonomamente da persone con disabilità, ovvero 43 in più rispetto a fine 2023. Considerato che sono state adeguate per prime le grandi stazioni, alla fine dell’anno scorso poteva usufruire delle ristrutturazioni conformi alle esigenze dei disabili l’82% di tutti i viaggiatori. È quanto risulta dal nuovo rapporto sul tema dell’Ufficio federale dei trasporti (Uft).
C'è chi è in ritardo con i lavori
Entro la fine del 2023, viene ricordato, "le ferrovie avevano l’obbligo di adeguare le proprie stazioni e fermate alle prescrizioni della legge sui disabili (LDis), sempre che le necessarie trasformazioni risultassero proporzionate". Tuttavia "non tutte hanno rispettato la scadenza". Tra i motivi addotti per il ritardo vi sono "la carenza di personale oltre che l'assenza di finestre temporali per i lavori di costruzione". L’Uft spiega che sta continuando "a seguire da vicino le imprese ferroviarie nelle attività di pianificazione e realizzazione, al fine di ridurre al minimo i ritardi nell’attuazione della legge. Inoltre, nelle convenzioni sulle prestazioni per il mantenimento della qualità dell'infrastruttura ferroviaria negli anni 2025-2028 la Confederazione ha aumentato i mezzi finanziari per l’attuazione della LDis". Da qui l'invito dell'Ufficio federale dei trasporti alle imprese in ritardo "ad attuare messe in esercizio parziali o soluzioni transitorie quali l’assistenza in loco e servizi navetta".
Obiettivo 88%
Secondo la pianificazione delle ferrovie "entro fine 2028 saranno ristrutturate altre 186 stazioni, che porteranno all'88% la quota di passeggeri che potranno viaggiare per lo più autonomamente e senza preavviso. Per 312 stazioni o fermate, gli adeguamenti sono in ritardo nonostante i ripetuti interventi dell’Uft".

