
Nel 2017 ben 6'287 persone decedute in Svizzera hanno lasciato dietro di loro altrettanti fallimenti. E i loro debiti, come riporta il Blick, non sono stati coperti da nessuno, soprattutto per mancanza di liquidità ma anche intenzionalmente.
Secondo le statistiche elaborate dalla ditta specializzata Creditreform, diretta da Raoul Egli, dal 1998 il numero dei fallimenti è triplicato, soprattutto perché molti anziani non sono in grado di coprire le sempre più onerose spese della salute con la loro rendita di pensione.
Ancora più preoccupante, ovviamente, è la situazione per coloro che entrano in pensione già caricate da debiti. A questo proposito, Jürg Gschwend, direttore dell’Ufficio fallimenti di Basilea, afferma che "si tratta di un grave problema, poiché, nel maggiore dei casi, le rendite di pensione non sono sufficienti per coprire i debiti". "Un fenomeno", prosegue Gschwend, "che genera dei problemi psicologici e sociali, tanto che queste persone finiscono per isolarsi completamente". "A volte", prosegue il responsabile dell’Ufficio fallimenti basilese, "vengono da noi per il primo colloquio con dei sacchetti di plastica colmi di lettere neppure aperte per timore di trovarsi dinanzi alla realtà dei fatti". Ovvero di ritrovarsi con delle fatture scoperte da saldare.
Nel 2017, 479 persone si sono presentate agli sportelli dell’Ufficio fallimenti basilese. Il 7% di loro erano pensionati, una quota in piena sintonia con i dati rilevati dal 2011 ad oggi, che variano dal 6 al 10%. "È difficile comunicare con queste persone, soprattutto quando vivono isolate. Nella maggior parte dei casi, non sono al corrente dell’esistenza del nostro ufficio", conclude Gschwend al foglio zurighese.
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