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Svizzera
Semi-confinamento nei Grigioni: le rimostranze mesolcinesi
Redazione
6 anni fa
Bar e ristoranti retici sono chiusi fino al 18 dicembre, ma molti in Mesolcina chiedono di adottare le misure ticinesi

Da ieri bar, ristoranti e luoghi di svago dei Grigioni sono chiusi fino al 18 dicembre come misura preventiva per scongiurare la diffusione del coronavirus. La Mesolcina, forte tuttavia di una situazione epidemiologica migliore rispetto al resto del cantone, aveva chiesto a Coira un’eccezione, con l’obiettivo di allinearsi alle meno restrittive misure di protezione in vigore in Ticino. Dal governo retico è però giunto un secco no. I colleghi di Teleticino si sono recati nella valle del Grigioni italiano per sondare gli animi.

Nicoletta Noi-Togni, granconsigliera e sindaca di San Vittore socialista, critica la scelta del Consiglio di Stato: “Non è pensabile che una regione come la nostra faccia diversamente dal Ticino. Non c’è alcun vantaggio preventivo, poiché la nostra gente si può comunque recare in Ticino per delle cene. D’altra parte – sottolinea la parlamentare – lo ha ribadito anche la task force della Confederazione: bisogna adottare un approccio regionale. Osservare le barriere cantonali non è ciò che bisogna fare in questo momento”.

A essere particolarmente infastiditi dalle misure sono soprattutto gli esercenti. Alan Rosa, gestore di un risotrante di Lostallo, spiega che “la stagione è ormai finita. Non ci resta che fare anticipatamente le pulizie di fine anno.” La decisione del governo grigionese è secondo lui un fulmine a ciel sereno: “Non ce l’aspettavamo, – continua Rosa – non abbiamo nemmeno avuto il tempo di prepararci. Visto che durante il primo lockdown in Mesolcina abbiamo rispettato in gran parte le direttive ticinesi e che il numero di contagi è basso, mi aspettavo che ci permettessero di continuare a seguire le regole del Ticino”. L’auspicio è dunque quello di una prossima riapertura: “Mi auguro che per metà mese o Natale si possa riaprire. Mi metto nei panni degli esercenti delle zone turistiche: gli impianti da sci sono aperti, ma non potere nemmeno prendere un caffè o fermarsi a mangiare qualcosa è come un invito a non andare a sciare”.

La chiusura degli esercizi pubblici grigionesi è stata voluta dal Governo per ridurre i contagi e riaprire stabilmente per tutto il resto della stagione turistica invernale. Coira ha garantito ai ristoratori e ai gerenti di bar l’accesso al lavoro ridotto e un indennizzo per gli alimentari freschi.

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