
Le recenti decisioni di estendere la collaborazione in materia di evasione fiscale da parte di Andorra, Austria, Belgio, Liechtenstein, Lussemburgo e Svizzera rappresentano uno sviluppo molto positivo. Ciò sembra voler dire che questi paesi "non potranno più utilizzare il segreto bancario per aiutare le persone a eludere le tasse". Lo afferma sul suo sito internet il senatore Carl Levin, presidente della sottocommissione permanente per le inchieste del Senato americano che si occupa anche della vicenda che oppone l'UBS al fisco degli Stati Uniti. Il senatore del Michigan si rallegra anche del fatto che "la scambio di informazioni avverrà per tutti i tipi di presunta evasione e non solo per quel che concerne la cosiddetta frode fiscale". Siamo impazienti di vedere l'effettiva attuazione delle nuova politica fiscale, ha aggiunto. Allo stesso tempo, Levin ha affermato di voler continuare a far pressione sul Congresso per far adottare una nuova legge più restrittiva contro i paradisi fiscali. Una prima versione del testo era stata firmata nel 2007 anche dall'allora senatore Barack Obama, che ha fatto della lotta ai paradisi fiscali uno dei temi della sua campagna presidenziale. Il progetto mira a sottoporre al fisco anche i clienti statunitensi che finora lo hanno aggirato attraverso società estere e regolamentazioni speciali. ATS
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