
I paesi in via di sviluppo devono beneficiare della stessa cooperazione fiscale garantita alle grandi potenze: è quanto chiedono congiuntamente diverse organizzazioni non governative con sede in Svizzera, Lussemburgo e Austria. In vista dell'incontro ministeriale previsto a Berlino il 23 giugno, è inoltre stato chiesto uno scambio di informazioni "automatico". Gli standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in materia di assistenza amministrativa devono valere anche per i paesi in via di sviluppo, ha affermato oggi durante una conferenza stampa a Berna Peter Niggli, direttore di Alliance Sud. La comunità di lavoro raggruppa le organizzazioni di cooperazione internazionale Swissaid, Sacrificio Quaresimale, Pane per tutti, Helvetas, Caritas e Associazione svizzera delle chiese evangeliche (Aces). Secondo le Ong, anche la fiscalità del risparmio deve essere estesa ai paesi più poveri. Ma non solo: i bilanci delle società devono essere presentati suddivisi per ogni singolo paese, ha auspicato John Christensen, direttore della Rete mondiale per la giustizia fiscale. A suo avviso le "oasi fiscali" attirano infatti non solo i patrimoni privati, ma anche gli utili delle imprese, che in questo modo vengono tassati di meno. ATS
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