
L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) reagisce alle critiche formulate dalla Svizzera in merito all'allestimento delle liste dei paradisi fiscali. In una lettera indirizzata ad Hans-Rudolf Merz ad inizio aprile, il segretario generale dell'OCSE, Angel Gurria ha definito "inesatti" alcuni rimproveri. Nella missiva, resa pubblica stasera dall'Organizzazione, Gurria precisa che non vi sono "liste nere" e "non ha incluso, né ha l'intenzione di includervi" la Confederazione su una qualsiasi "lista nera". Il documento porta la data del 2 aprile ed è stato redatto durante il recente G20. Il segretario generale dell'OCSE aggiunge tuttavia che finora la Svizzera non ha ancora raggiunto un accordo sullo scambio di informazioni fiscali che soddisfi i criteri dell'Organizzazione. Gurria sottolinea pure come le decisioni prese di recente sullo scambio di informazioni fossero "difficili", ma anche "coraggiose e corrette". Permettono alla Svizzera di beneficiare pienamente del suo ruolo in un'economia globale, scrive Gurria. Gurria si rammarica invece per la recente decisione della Segreteria di Stato dell'Economia (SECO) di "congelare" il contributo svizzero destinato ad incentivare la collaborazione tra l'OCSE e il gruppo del G20. La somma in gioco è di 136 mila euro (208 mila franchi). Dal canto suo, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) non era raggiungibile in serata. ATS
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