
La Svizzera chiede chiarimenti all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE): in particolare vuole sapere come verrà monitorata l'attuazione degli standard internazionali in materia di scambio di informazioni fiscali. È quando emerge da una lettera inviata ieri dal presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz al segretario generale dell'OCSE Angel Gurría. "Diversi punti sembrano poco chiari", scrive Merz nella lettera pubblicata oggi sul sito internet del Dipartimento federale delle finanze. In particolare il consigliere federale chiede lumi su quali istituzioni internazionali saranno responsabili del monitoraggio, quali Paesi verranno tenuti sotto osservazione e sulla base di quali criteri e modalità verranno inflitte sanzioni. Secondo il ministro delle finanze, non è affatto chiaro nemmeno il ruolo che avrà l'OCSE nell'ambito di tale processo. Merz risponde così a uno scritto di Gurría risalente al due aprile, nel quale il segretario generale dell'OCSE aveva respinto le critiche rivolte in precedenza dalla Svizzera. Merz aveva definito "non trasparente, arbitrario ed esclusivo" il modo di agire dell'OCSE e del G-20, il cui vertice a Londra aveva inserito la Confederazione su una "lista grigia" dei paradisi fiscali. La lettera di Merz è stata inviata in copia al cancelliere dello scacchiere britannico Alistair Darling, presidente del G-20, e al presidente del Financial Board Forum, Mario Draghi. ATS
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