
I consiglieri federali Micheline Calmy-Rey e Moritz Leuenberger difendono oggi sulla stampa domenicale la decisione del governo di proporre l'allentamento del segreto bancario: a questo proposito la ministra degli eteri annuncia anche un'offensiva diplomatica per spiegare a Parigi, Roma e Berlino la posizione della Svizzera. Non nasconde per contro il suo scetticismo il consigliere federale Ueli Maurer."Trovo che si sarebbe dovuto decidere solo una volta che fossero noti tutti i fatti", spiega Maurer in un'intervista pubblicata oggi dal "SonntagsBlick". L'ex presidente UDC è stato l'unico in governo a dirsi contrario al modo di procedere scelto, proponendo perlomeno di rimandare la decisione di una settimana. Secondo il ministro della difesa si sarebbe infatti dovuto analizzare in dettaglio le conseguenze giuridiche ed economiche di un simile passo. Ad esempio occorreva sapere concretamente che effetto avrà per una banca come UBS l'adozione da parte della Svizzera degli standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Ora secondo Maurer si tratta di fare quante meno concessioni possibili.Diversa per contro la posizione di Leuenberger, che in un'intervista pubblicata dalla "Zentralschweiz am Sonntag" di dice contento dell'operato del governo. Il responsabile del DATEC avrebbe però preferito che la decisione dell'esecutivo fosse stata presa sotto la spinta di una solidarietà con gli altri paesi e non a causa della pressione internazionale.La collega di partito Calmy-Rey si dice convinta che il modo di procedere scelto dal Consiglio federale garantisca al meglio le chances della Svizzera. Ora la Confederazione non è più sulla difensiva "e non deve più nascondersi", ha spiegato alla "NZZ am Sonntag". La ministra degli esteri si recherà il 18 marzo a Parigi, il 23 marzo a Roma e il 1. aprile a Berlino per informare i paesi vicini sulla decisione.Analogamente a quanto già fatto dal presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz e dalla consigliera federale Doris Leuthard, Calmy-Rey ha duramente criticato l'OSCE: è inaccettabile che il segretariato dell'organizzazione svolga in segreto compiti per singoli stati membri, ha detto. Come noto l'OSCE ha posto la Svizzera, all'insaputa di Berna, su una bozza di lista di nazioni non cooperative in ambito fiscale.ATS
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