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Svizzera
Segreto bancario: Berna invitata a incontro OCSE di Berlino
Redazione
17 anni fa

Anche Berna avrà voce in capitolo nella lotta alla frode fiscale: la Confederazione è infatti stata invitata, assieme ad Austria e Lussemburgo, all'incontro informale dei ministri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) di giugno a Berlino. Gli inviti sono stati spediti venerdì, ha indicato oggi all'ATS Stefan Olbermann, portavoce del ministero tedesco delle finanze, confermando notizie di stampa. Non è ancora giunta, finora, una risposta da Berna. Nelle scorse settimane il Consiglio federale aveva intensificato le trattative per ottenere la convocazione. In un primo tempo la Confederazione non era stata invitata all'incontro berlinese poiché non aveva preso parte a quello precedente, organizzato nell'ottobre 2008 a Parigi, ha aggiunto Olbermann. La prossima conferenza, in agenda il 23 giugno a Berlino - ha precisato il portavoce - , non è tuttavia "un club esclusivo": si tratta di una riunione "pragmatica e orientata a trovare delle soluzioni", per questo motivo il ventaglio dei partecipanti è ampio. "È sempre stato così: le parti "in gioco" dovrebbero parteciparvi". Se la situazione sul fronte OCSE sembra alleggerirsi, rimane invece tesa quella tra Svizzera e Unione europea (Ue) in merito all'opportunità di una rinegoziazione dell'accordo sulla frode fiscale. La Commissione europea auspica che si giunga a tale passo: si tratterebbe di estendere il campo di applicazione alla fiscalità diretta e di integrare le norme OCSE in materia di scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali. Ma Berna non sembra intenzionata a tornare sulle intese già concluse: la Svizzera non ha "nessuna ragione" per rinegoziare con l'Ue l'accordo sulla frode fiscale, ha affermato la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, ribadendo in un'intervista al settimanale "SonntagsZeitung" che "questa non è la nostra via". "Il Consiglio federale ha deciso di applicare le nuove regole in materia di assistenza amministrativa nel quadro di accordi di doppia imposizione negoziati di volta in volta con ognuno dei paesi partner", ha dichiarato la ministra degli esteri elvetica. La Svizzera potrà quindi far valere le sue necessità. La Calmy-Rey dubita che la Commissione europea riesca a convincere tutti i 27 Stati membri "ad abbandonare nelle mani di Bruxelles le loro competenze in materia fiscale". Intanto la Germania fa nuovamente sentire la sua voce. "La Svizzera non ha molto tempo": minaccia il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück, che in un'intervista al settimanale svizzerotedesco "SonntagsBlick" incalza nuovamente Berna, sollecitandola a introdurre al più presto i tanto promessi nuovi accordi di doppia imposizione. Pena: sanzioni da parte tedesca. Il ministro tedesco contraddice così precedenti affermazioni del presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, secondo cui la Germania non avrebbe ancora presentato una richiesta ufficiale: sarebbero per ora solo in corso discussioni esplorative. Se tra Svizzera e Germania la situazione è momentaneamente in stallo, con gli Stati Uniti le cose procedono secondo l'agenda prevista: Berna inizierà martedì il negoziato con Washington in vista di un nuovo accordo di doppia imposizione. Germania e USA non sono i soli Paesi candidati alla revisione di tali accordi; secondo il Dipartimento federale delle finanze, a tutt'oggi sono 14 le nazioni intenzionate a farlo. ATS

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