
Il Tribunale distrettuale di Arbon (TG) ha multato un 44enne automobilista per aver segnalato un controllo radar su un gruppo di Whatsapp. La Corte ha ritenuto che la segnalazione fosse pubblica e pertanto punibile mentre l’uomo ha ritenuto ingiusta questa decisione in quanto il messaggio, a suo dire, è stato inviato in un gruppo di amici (dunque privato).
Come riferito dalla Thurgauer Zeitung il 44enne era stato invitato nella chat "Allerta controlli radar della Polizia" da un amico che fungeva da amministratore. Allora il gruppo era composto da una trentina di persone, lievitate a 180 all’epoca dei fatti contestatigli. In quell’occasione, nel giugno 2017, l’uomo aveva segnalato un controllo tra Niederwil e Gossau, fornendo informazioni più dettagliate su richiesta di alcuni membri della chat.
Sulle colonne del foglio turgoviese il 44enne ha sostenuto che il gruppo Whatsapp fosse appunto privato e che vi potessero far parte solo persone invitate dei due amministratori: “Credevo vi facessero parte solo amici e amici di amici”. La Corte non ha però creduto a questa tesi e martedì gli ha comminato una multa di 500 franchi, a cui si sommano 1'600 franchi di spese giudiziarie. La motivazione? “Una chat di 180 partecipanti non si può considerare privata in quanto è improbabile che un così alto numero di persone siano legate da relazioni personali o di particolare fiducia”. Il 44enne valuterà se ricorrere al Tribunale amministrativo.
Cosa dice la leggeA partire dal 1. gennaio 2013 la legge sulla circolazione stradale vieta la segnalazione pubblica ma non specifica a partire da che soglia un gruppo chiuso è considerato pubblico. La decisione di classificare una segnalazione come pubblica (e quindi non più privata) dipende dal caso concreto, a prescindere dallo status di un gruppo nei social media. Infatti, anche i cosiddetti gruppi social chiusi possono avere carattere pubblico, soprattutto se il numero di iscritti è elevato. La valutazione al riguardo rimane nella discrezionalità dei tribunali ma, in relazione alla discriminazione razziale, il Tribunale federale ha tuttavia stabilito che "un’azione è pubblica se non avviene nella cerchia familiare e delle amicizie o in un gruppo di persone legate da relazioni personali o di particolare fiducia".
Di norma, la Magistratura approfondisce la fattispecie in caso di gruppi con più di 30 partecipanti.
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