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Svizzera
SECO: "Libera circolazione, quante rose e fiori!"
Redazione
13 anni fa
Rispetto al pre-Schengen arrivano 40'000 immigrati all'anno in più, ma il mercato del lavoro ha la capacità di assorbirli

È positivo il bilancio della SECO sulla libera circolazione delle persone, che rileva una buona capacità di assorbimento degli immigrati da parte del mercato svizzero del lavoro. Con l’adozione della libera circolazione delle persone l’immigrazione dai Paesi UE/AELS ha acquistato una grande rilevanza. Nel decennio 2002-2012 l’immigrazione netta verso la Svizzera è stata di 63'000 persone all’anno: tra queste, delle 38'400 persone provenienti da Paesi UE/AELS, 16'300 erano di nazionalità tedesca e 7'500 portoghese. Nel decennio precedente, 1991-2001, il saldo migratorio verso la Svizzera era stato di 26'400 persone all’anno, provenienti praticamente solo da Paesi esterni all’UE/AELS. Nel 2012 sono immigrate in Svizzera 73 000 persone in più di quelle che nello stesso anno sono emigrate dal nostro Paese. Circa tre quarti provenivano dall’area UE/AELS. Negli ultimi anni si è verificato un evidente spostamento per quanto riguarda la regione di provenienza: mentre il flusso di persone provenienti dalla Germania si è ridotto notevolmente rispetto al 2008, l’immigrazione dai Paesi meridionali e orientali dell’Unione europea ha registrato un forte aumento. La crisi economica in Europa ha influito complessivamente in misura molto marcata sui flussi migratori tra i Paesi dell’UE/AELS. Il mercato svizzero del lavoro ha saputo assorbire la forte immigrazione degli ultimi anni. Il numero delle persone occupate è salito complessivamente, tra il 2002 e il 2012, di 565 000 unità: di queste, la metà è di nazionalità svizzera o di nazionalità straniera con domicilio in Svizzera, mentre la restante metà comprende titolari di permessi di soggiorno di un anno o meno e transfrontalieri. Sia i cittadini svizzeri sia i cittadini provenienti dai Paesi UE/AELS hanno leggermente aumentato il tasso di partecipazione sul mercato del lavoro nel periodo 2003-2012, mentre si è mantenuto costante, a livello più basso, quello delle persone provenienti da Paesi terzi. Tra gli immigrati dall’area UE/AELS si trovano prevalentemente persone altamente qualificate. Il 53 per cento delle persone attive immigrate in virtù dell’accordo sulla libera circolazione possiedono un diploma di livello terziario. Tra le persone attive svizzere questa percentuale si attesta al 34 per cento. Anche per il reclutamento di personale meno qualificato, tuttavia, l’area UE/AELS si è dimostrata un importante bacino, dato che nei Paesi terzi è ammesso il reclutamento solo per i lavoratori con alte qualifiche. L’influsso dell’immigrazione sull’andamento dell’occupazione e della disoccupazione negli anni 2001-2010 è stato recentemente oggetto di uno studio approfondito. I ricercatori delle Università di Zurigo e Losanna sono giunti alla conclusione che la forte immigrazione non ha prodotto in generale effetti di crowding out, o spiazzamento. Un lieve spiazzamento è stato constatato tra i professionisti più qualificati: l’aumento dell'immigrazione determinato dalla libera circolazione delle persone avrebbe fatto aumentare la disoccupazione tra le persone nate in Svizzera dello 0,2 per cento circa ma questo, appunto, soltanto nelle categorie altamente qualificate. Le misure collaterali si sono dimostrate fondamentalmente valide per contrastare eventuali effetti secondari negativi derivanti dall’accordo sulla libera circolazione delle persone. In particolare, è stato possibile scongiurare un calo di livello per i salari bassi, risultato probabilmente ascrivibile in gran parte alle misure collaterali.

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