
Tassati da un paese da cui si è distanti migliaia di chilometri, e dietro minaccia. È quanto sta succedendo - secondo quanto riporta la NZZ am Sonntag - a migliaia di eritrei residenti in Svizzera, a cui Asmara, attraverso il consolato di Ginevra, sottopone tasse anche salatissime.
Chi non paga l'imposta del 2% - che può raggiungere anche migliaia di franchi - si preclude la possibilità di ritornare nel proprio paese. Un problema dilatato dal fatto che molti di questi cittadini sono senza lavoro, e i soldi che sono costretti a pagare sono quelli dell'aiuto sociale versato dallo Stato.
Il denaro versato viene poi girato da un conto dell'UBS direttamente in Eritrea. E quando poi i paganti devono ritornare in patria, i viaggi sono organizzati, con l'aiuto dei diplomatici, in modo tale da non figurare nei documenti elvetici.
Non va dimenticato, infine, che le autorità eritree sono sospettate di aiutare i terroristi islamici somali di al Shabaab.
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