
Fulvio Pelli ha duramente criticato il governo italiano in merito allo scudo fiscale. Per il presidente del PLR, che osteggia in particolare l'atteggiamento aggressivo dell'Italia, la fuga di capitali dal paese continuerà anche in futuro. "Quando lo scudo avrà esaurito i suoi effetti, i soldi continueranno a scappare dall'Italia; se non lo faranno verso le banche elvetiche, saranno a disposizione quelle di qualche altro paese meno ligio nel perseguire la criminalità", afferma Pelli in una lettera pubblicata oggi dal "Corriere della Sera". Secondo il ticinese "la fuga di capitali non è provocata dalla Svizzera ma dal sistema fiscale italiano". Nella vicina penisola "esiste un profondo problema di pressione fiscale che non si risolve individuando nella Svizzera il capro espiatorio", aggiunge. Quello che ha fatto impressione, sottolinea Pelli, è "l'aggressività" che ha accompagnato l'introduzione delle nuove misure di amnistia: telecamere alle frontiere, autovelox fiscali, l'annuncio di agenti mandati in incognito in Svizzera ad effettuare controlli. Per un cittadino elvetico è inaccettabile "essere filmati, spiati di nascosto dallo Stato", afferma. Il "Corriere della Sera" non si è limitato a pubblicare la lettera di Pelli. Il quotidiano italiano ha infatti citato alcuni passaggi di un messaggio che il ministro dell'economia Giulio Tremonti ha inviato al Consiglio federale nel quale critica l'accordo sulla fiscalità del risparmio. In base a tale intesa, sul reddito dei conti in Svizzera di cittadini Ue viene prelevata un'imposta alla fonte che viene poi versata al paese di residenza. Nel 2008 sarebbero così stati consegnati all'Italia 135 milioni di franchi. Tale cifra, afferma il giornale, significa che in Svizzera ci sarebbero circa 45 miliardi di franchi "italiani". Troppo pochi, afferma la lettera di Tremonti, secondo il quale la Confederazione aggirerebbe l'euroritenuta "con pratiche elusive". Per il "Corriere della Sera" è infatti abbastanza semplice eludere il prelievo dell'imposta alla fonte: basta intestare i capitali a una società non europea. "In Svizzera ci sono più società panamensi che a Panama", ripeterebbe spesso il ministro Tremonti, secondo quanto scrive il giornale italiano. ATS
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