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Svizzera
Scorie radioattive: Cantoni interessati, lacune in tecnica edile
Redazione
9 anni fa

Nell'ultima tappa, ormai alle porte, del processo che dovrà portare alla scelta definitiva di un deposito per le scorie radioattive, i Cantoni interessati individuano alcune debolezze. Si tratta in particolare di aspetti relativi a tecnica di costruzione, geomeccanica e tempi di coinvolgimento delle regioni in cui dovrebbero trovare posto i rifiuti. Il cosiddetto "Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi" per le scorie, adottato dal Consiglio federale nel 2008, prevede un coinvolgimento diretto anche dei Cantoni in cui si ipotizzava la costruzione di un tale deposito. La loro posizione viene espressa da un comitato ad hoc (Ausschuss der Kantone/AdK), in cui siedono rappresentanti dei governi cantonali di Zurigo, Argovia, Basilea Campagna, Nidvaldo, Obvaldo, Sciaffusa, Soletta e Turgovia. Del gruppo fanno parte anche rappresentanti dei circondari tedeschi di confine Waldshut, Costanza e Foresta Nera-Baar, che dispongono di un voto consultivo. L'AdK dispone dell'appoggio di vari gruppi di esperti nominati dai Cantoni stessi, ad esempio in materia di sicurezza e pianificazione del territorio. Nella seduta del 18 settembre l'AdK ha licenziato una presa di posizione sulla seconda tappa del "Piano settoriale" (che ne prevede tre) e pubblicato contemporaneamente il rapporto degli esperti cantonali in materia di sicurezza. I due documenti saranno inviati in procedura di consultazione, probabilmente in novembre, indica una nota del comitato diramata oggi. La seconda tappa aveva lo scopo principale di limitare il numero di possibili depositi finali. L'AdK giunge alle medesime conclusioni delle istanze federali restringendo la scelta dei siti a Lägern nord (AG/ZH), Giura est (AG) e Zurigo nordest (ZH). In una presa di posizione dell'8 febbraio 2016, i rappresentanti dei Cantoni avevano chiesto che Lägern nord fosse nuovamente considerato quale possibile ubicazione per il deposito di materiale atomico esausto in strati geologici profondi. La Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive (Nagra) l'aveva invece scartato nel gennaio 2015. Il comitato, giudicando "trasparente e corretto" lo svolgimento della seconda tappa, assicura alla Confederazione il suo sostegno per il seguito della procedura, ossia la terza tappa che dovrà portare alla scelta definitiva di un deposito per le scorie radioattive. A questo livello intravvede però problemi. In particolare stando all'AdK, la pianificazione della Nagra è lacunosa in termini di tecnica costruttiva e recuperabilità delle scorie, anche dopo la chiusura del deposito. Il comitato chiede pure che sui lavori della Nagra negli ambiti della geomeccanica e della tecnica di costruzione le verifiche dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) siano migliorate. I Cantoni criticano pure l'Ufficio federale dell'energia (UFE) per una trattazione troppo formale del dossier. In merito alla terza tappa l'AdK chiede pure il coinvolgimento sufficientemente precoce delle regioni interessate. A suo avviso, la garanzia in questo senso sarà data solo se la Confederazione potrà "rafforzare" il proprio ruolo guida. Il Comitato chiede pure lo stanziamento delle risorse finanziarie necessarie affinché possa proseguire correttamente lo svolgimento dei propri compiti.

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