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Svizzera
Scioglimento ghiacciai svizzeri continua ma rallenta
Redazione
10 anni fa

Pur continuando a ritirarsi, nell'ultimo anno i ghiacciai svizzeri hanno beneficiato di una relativa tregua. Dall'ottobre 2015, il loro volume è diminuito di "solo" 900 milioni di metri cubi (pari all'1,5% del totale), soprattutto a causa di una fine d'estate particolarmente mite. Nei precedenti mesi, la massa di ghiaccio era invece restata praticamente intatta. Questa diminuzione corrisponde circa al consumo annuale di acqua potabile nella Confederazione, indica oggi l'Accademia svizzera di scienze naturali (ASSN) in un comunicato. Se paragonato ai dati dell'ultimo decennio, lo scioglimento è da considerarsi medio, anche se raggiunge un livello definito dagli esperti molto preoccupante. Secondo l'ASSN, le temperature fresche tra metà aprile e metà maggio, così come un mese di giugno piuttosto grigio, hanno permesso alla coltre nevosa che si era depositata sui ghiacciai di conservarsi. Le nevicate sono state piuttosto povere all'inizio dell'inverno. Secondo i rilevamenti sul Weissfluhjoch (GR), bisogna risalire a fine dicembre 1948 per trovare un innevamento così debole. Questa carenza è stata compensata a partire da gennaio nelle Alpi occidentali e da marzo nella Svizzera centrale e orientale. Al Sud, la neve è caduta abbondantemente solo in febbraio. Dopo un luglio "passabile", si legge nella nota, la calura di agosto e della prima metà di settembre è stata fonte di forte sofferenza per i ghiacciai elvetici. Stando alle misurazioni compiute nel mese scorso su venti di loro, il bilancio fra crescita dovuta all'accumulo di neve e perdita di volume causata dallo scioglimento è stato nuovamente negativo. L'ASSN constata significative differenze fra le varie regioni. I ghiacciai della Svizzera occidentale e dell'Oberland bernese, particolarmente colpiti un anno fa, hanno subito un ritiro medio, così come quelli della Svizzera centrale e orientale. Più seria la situazione di quelli del sud del Vallese e dell'Engadina: in alcuni casi, le loro condizioni sono peggiorate maggiormente rispetto al periodo 2014/15. Il ghiacciaio del Gries (VS), che ha perso oltre due metri di spessore, è risultato il più toccato dallo scioglimento.

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