
Il rottweiler che ha aggredito e gravemente ferito un bimbo di 4 anni nel fine settimana a Sciaffusa appartiene a un 32enne, ex sportivo d'élite attualmente in carcere: l'uomo è sospettato di essere implicato nel triplice omicidio avvenuto tre settimane or sono a Grenchen (SO), ha indicato un portavoce della polizia confermando notizie in questo senso pubblicate dal "Blick" e da "20 Minuten". L'animale era stato affidato alla madre 55enne: e proprio a lei è sfuggito nel tardo pomeriggio di domenica, attaccando una famiglia che si trovava su un prato per fare un picnic.In passato il proprietario del cane aveva pure vissuto a Sciaffusa, mentre ora è domiciliato a Hallwil (AG). In nessuno dei due cantoni sono registrati casi di aggressione da parte del rottweiler, che è peraltro giovane, avendo undici mesi. L'ex atleta - specializzato nel lancio del martello - è da giorni al centro dell'attenzione mediatica per essere fra principali indiziati del brutale omicidio commesso il 5 giugno a Grenchen, che ha visto vittime un uomo di 60 anni, la moglie di 55 e la loro figlia di 35.La polizia aveva arrestato in totale quattro persone, una delle quali è stata nel frattempo rilasciata perché ha un alibi. Ma il grave fatto di sangue è ancora avvolto nel mistero: non è ancora per nulla chiaro né cosa sia effettivamente successo, né soprattutto perché. Anzi, stando all'edizione odierna del "Blick" il 32enne, considerato finora il principale sospettato del delitto, potrebbe avere a sua volta un alibi.L'uomo teneva il cane "Andos" - racconta il quotidiano zurighese - in un apposito recinto della sua abitazione a Hallwil: fuori da questo spazio non era abituato a stare. Quando il suo padrone è finito in prigione "Andos" è stato affidato alla madre, che però non era solita tenerlo al guinzaglio. Un comportamento che si è rivelato fatale, anche perché (stando a uno specialista di cani interpellato dal quotidiano) per un rottweiler decisivo è il fattore educativo: dopo tanto tempo passato rinchiuso non è più preparato alla vita normale e in caso di stress reagisce in modo aggressivo.Questo è proprio quanto successo nel tardo pomeriggio di domenica: il grosso cane - ha spiegato a "20 Minuten" la sorella più grande di Ali, il bimbo attaccato - è corso verso la famiglia, mordendo al volto il fratellino. L'animale non ha dato alcun seguito alle ripetute grida ("Smettila! Smettila!") della donna che l'aveva in custodia. "La bestiaccia ha mollato la presa solo quando mio padre l'ha afferrata per il collo"."20 Minuten" riferisce di una scena raccapricciante, con gli sconcertati famigliari che raccolgono da terra parti del viso di Ali e un suo orecchio. "Tutto era pieno di sangue", ha raccontato la ragazza. La vittima è stata ricoverata direttamente all'ospedale di Zurigo, dove in un'operazione durata sei ore i medici hanno cercato di rimettere insieme il viso. Nel frattempo il bimbo è fuori pericolo, ma le cicatrici rimarranno. "Ali ha dolori tremendi, il suo viso è gonfio", ha detto la sorella. Almeno però è tornato a parlare: fra le prime cose, ha chiesto una "Milchschnitte" (fetta al latte).La vicenda ha riportato bruscamente d'attualità il tema dei cani pericolosi. "Questo incidente avrebbe potuto essere evitato", ha indicato la consigliera nazionale (PPD/ZH) Kathy Riklin a "20 Minuten". La deputata si impegna da anni per il divieto, o perlomeno l'obbligo di autorizzazione, per i cani portati per loro natura ad essere aggressivi. "Ma contro la potente lobby dei cani non abbiamo chances", si è rammaricata Riklin.ATS
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