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Svizzera
Schianto mortale alla Diavolezza, ai comandi un 14enne
Schianto mortale alla Diavolezza, ai comandi un 14enne
Schianto mortale alla Diavolezza, ai comandi un 14enne
Redazione
8 anni fa
Il SISI ha pubblicato il rapporto definitivo sull'incidente nei Grigioni, che costò la vita a tre persone

Si delineano i contorni dell'incidente aereo con esito mortale avvenuto nell'agosto del 2017 nei pressi di Pontresina, nel Canton Grigioni. Nello schianto, ricordiamo, avevano perso la vita il pilota 61enne e due 14enni, mentre una 17enne aveva riportato ferite gravi. 

Dal rapporto definitivo del Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI) è emerso che ai comandi del velivolo, un Piper PA 28, c'era un 14enne, ovvero uno dei 192 partecipanti al camp estivo che ogni anno viene organizzato a S-Chanf dall'Aero Club Svizzero per ragazzi dai 14 ai 16 anni (JULA 2017), organizzato con lo scopo di introdurre i giovani al volo a motore. 

Nell'ultima giornata del camp erano previsti dei voli con gli istruttori o di esibizione e ad alcuni ragazzi era stato offerto di sedersi vicino al pilota o addirittura di prendere in mano i comandi. Il SISI ha evidenziato come gli organizzatori del camp avessero accettato un "rischio sistemico" prendendo tale decisione.

Dal rapporto si evince che l'incidente mortale è avvenuto a 300 metri a nord della Diavolezza, a Pontresina. Stando alle testimonianze dell'unica sopravvissuta, il 14enne aveva preso i comandi seguendo le istruzioni del pilota.  All'altezza della funivizia per la Diavolezza, il velivolo aveva effettuato una virata, che ha comportato una perdita di quota e addirittura il passaggio al di sotto dei cavi dell'impianto di risalita. Il monomotore aveva in seguito toccato il suolo con l'ala destra, per poi schiantarsi. Uno dei passeggeri seduto sui sedili posteriori era stato scagliato fuori dal velivolo. 

Il SISI ha evidenziato come il pilota fosse sì in possesso della licenza di volo, ma non aveva effettuato dei corsi di perfezionamento, in particolare per quel riguarda il volo in montagna. Il fatto di trasferire i comandi al passeggero, si legge nel rapporto, implica un ruolo di supervisione, che solitamente spetta a un istruttore di volo. Ruolo per il quale l'uomo non ha mai svolto la necessaria formazione. La decisione di passare i comandi al 14enne è stata dunque "rischiosa" e ha contribuito direttamente all'incidente. La tattica di volo in montagna adottata è risultata inoltre "inadeguata e rischiosa". 

Nulla si può invece rimproverare alla giovane vittima ai comandi del Piper, che ha semplicemente "seguito le istruzioni del pilota". 

LS/nic

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