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Svizzera
Schengen: SG; nuovo conflitto competenze tra guardie confine e polizia cantonale
Redazione
17 anni fa

Nuovo conflitto di competenze, questa volta a San Gallo, tra Corpo delle guardie di confine (Cgcf) e polizia cantonale dopo l'adesione della Svizzera a Schengen. Sulla strada nazionale A13 le guardie hanno effettuato in modo illegittimo controlli di vetture, dice all'ATS il comandante delle forze dell'ordine sangallesi Alfred Schelling facendo riferimento ad un'informazione pubblicata oggi dalla "SonntagsZeitung". Il trattato di Schengen, che per Berna è in vigore dal 12 dicembre 2008, prevede l'abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne all'omonimo spazio. Quale "misura nazionale di sostituzione", le guardie di confine possono operare controlli su tutto il territorio nazionale previo il rispetto di accordi con i cantoni. In questo ambito le guardie adempiono anche compiti di polizia degli stranieri e di sicurezza. Per questi aspetti, propriamente di competenza delle polizie cantonali, è necessario chiarire precisamente cosa tocchi a Cgcf e alla polizia. Gli accordi polizia-guardie intendono pure creare migliori sinergie tra i due corpi. Accordi analoghi - ma meno particolareggiati - erano già stati firmati tra Cgcf e tutti i cantoni di frontiera a partire dal 2002. In quell'anno il Consiglio federale ha deciso di impiegare le guardie di confine nel traffico ferroviario internazionale anche per il controllo delle persone, accanto a quello strettamente doganale. Dato che la Confederazione non ha aderito all'unione doganale europea, le guardie continuano comunque ad avere la competenza di controllare il traffico di merci, compreso quello di automobilisti privati. All'ATS Schelling denuncia anche il fatto che prima delle vacanze estive il Cgcf alla frontiera con Austria e Liechtenstein ha distribuito volantini che invitavano la popolazione a comunicare eventuali osservazioni sospette al Corpo. Tutte queste operazioni contravvengono all'accordo siglato tra Cgcf e polizia cantonale sangallese. Un fatto inaccettabile, afferma Schelling, perché "la popolazione in materia di sicurezza deve avere un solo interlocutore, ossia la polizia cantonale". Le forze dell'ordine hanno osservato che il Cgcf ha "impiegato mezzi non necessari per compiere controlli doganali", aggiunge il funzionario senza fornire ulteriori precisazioni. Tenuto conto di queste vicende è stato fissato un incontro con il competente comandante delle guardie, che dovrebbe permettere di porre fine al conflitto di competenze. Interrogato dall'ATS, Rudolf Dietrich, capo della Direzione generale delle dogane (DGD), ammette che nella collaborazione tra polizia e guardie vi sono stati problemi puntuali. Comunque l'attuazione di Schengen è avvenuta meglio di quanto previsto: vi sono stati solo alcuni reclami. Il problema per l'opinione pubblica era emerso la prima volta lo scorso mese di gennaio. Il Cgcf aveva operato controlli di persone su un treno intercity in territorio friburghese malgrado l'assenza di un accordo scritto. Si era poi scoperto che tra polizia cantonale e guardie di confine esisteva solo un'intesa orale. Attualmente 16 polizie cantonali dispongono di un accordo con le guardie di confine e quattro altre sono in fase di trattativa. L'operato delle guardie suscita critiche anche a livello internazionale. La scorsa settimana è emerso che la Repubblica Ceca accusa il Cgcf di controllare sistematicamente i viaggiatori stranieri violando un principio centrale dello Spazio di Schengen. Il Paese minaccia di depositare una denuncia ufficiale. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) sta esaminando le accuse. All'origine del malumore ceco vi sono le segnalazioni di numerosi viaggiatori del Paese secondo cui veicoli con targhe straniere verrebbero sistematicamente fermati alle dogane elvetiche: i passeggeri sarebbero interrogati sulla loro destinazione e sulle valute in loro possesso. ATS

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