
A partire dal 2019 la Svizzera dovrà partecipare al nuovo Fondo per la sicurezza interna (FSI) dello spazio Schengen.
Come anticipato da RTS, La Commissione europea ha intimato alla Svizzera una deadline, fissata al 3 luglio 2017, per adottare il regolamento che istituisce il nuovo fondo, che ha lo scopo di finanziare azioni per controllare i confini esterni dell'UE e applicare le regole europee in materia di visti. Il Consiglio federale ha trasmesso in data odierna il progetto al Parlamento.
Il nuovo FSI sostituisce il defunto Fondo per le frontiere esterne al quale la Confederazione ha aderito dal 2009 al 2013. È stato istituito per aiutare i Paesi dello spazio Schengen i cui confini terrestri e marittimi sono particolarmente estesi e quelli che ospitano importanti aeroporti internazionali.
Questi Paesi sostengono importanti costi per proteggere le frontiere esterne allo spazio Schenegen e il Fondo per la sicurezza interna è uno strumento per migliorarne l’efficacia dei controlli e per ridurre le entrate illegali.
Per il periodo 2014-2020 è previsto un investimento complessivo di 2,76 miliardi di franchi, al quale la Confederazione contribuirà con circa 20 milioni annui. Una stima dei costi definitiva non è ancora disponibile ma si parla di un investimento complessivo di circa 129 milioni di franchi.
Non sarà necessaria alcuna modifica costituzionale o legislativa, ma la Svizzera – così come Norvegia, Islanda e Liechtenstein – dovrà siglare un accordo con Bruxelles che sarà successivamente sottoposto al Parlamento.
Come contropartita, Berna riceverà un contributo totale di 20 milioni per il periodo 2014-2020, che saranno investiti per il miglioramento di strutture doganali o aeroportuali.
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