
Dall'entrata in vigore dell'accordo di Schengen, lo scorso 12 dicembre, tra le competenze delle guardie di confine rientrano anche controlli delle persone sui treni all'interno del Paese. Una tale operazione della scorsa settimana nel territorio del canton Friburgo ha suscitato polemiche: solo un malinteso, assicura il Corpo. Per evitare conflitti di competenze tra guardie di confine e polizie cantonali sin dal 2006 è stato elaborato un modello di accordo, per ora adottato da tredici cantoni. Le trattative tra Bellinzona e l'amministrazione federale sono a buon punto. Il testo, redatto dalla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CCDGP), regola la collaborazione e l'attribuzione delle competenze tra Corpo delle guardie di confine (Cgcf) e polizie cantonali. Il prototipo di accordo prevede essenzialmente che le guardie esercitino compiti legati alla frontiera e alle infrazioni doganali. I poliziotti lottano contro la criminalità mentre le guardie di confine controllano merci e documenti d'identità, ha sintetizzato Thomas Schrämli, responsabile della comunicazione del comando del Cgcf in un'intervista pubblicata dal quotidiano friburghese "La Liberté". Schengen prevede l'abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne all'omonimo spazio. Quale "misura nazionale di sostituzione", le guardie di confine possono operare controlli su tutto il territorio nazionale, compresa l'intera rete ferroviaria, previo il rispetto di accordi con i cantoni, indica un comunicato odierno del Cgcf. In questo ambito le guardie adempiono anche compiti di polizia degli stranieri e di sicurezza, ha precisato all'ATS Michaela Rickenbacher, capa dello Stato maggiore del Cgcf. Per questi aspetti, propriamente di competenza delle polizie cantonali, è necessario chiarire precisamente cosa tocchi a Cgcf e alla polizia. L'accordo intende pure creare migliori sinergie tra i due corpi. Finora l'accordo è stato firmato da tredici cantoni: Grigioni, Zurigo, Basilea Città, Berna, Sciaffusa, San Gallo, i due Appenzello, Vaud, Ginevra, Argovia, Giura e Neuchâtel. Con Turgovia, Basilea Campagna, Soletta e Vallese le trattative sono quasi concluse, mentre sono appena iniziate con Uri e Svitto. Per ora non vi sono stati né accordi né contatti con Glarona, Lucerna, Nidvaldo, Obvaldo e Zugo. A Friburgo finora valevano intese orali, ma un accordo scritto dovrebbe seguire a breve termine. Il testo dell'intesa con il Ticino è quasi pronto: per giungere alla firma il cantone ha impiegato molto tempo perché ha dovuto adottare modifiche legislative, spiega la Rickenbacher. Accordi analoghi - ma meno particolareggiati - erano già stati firmati tra Cgcf e tutti i cantoni di frontiera a partire dal 2002, indica il comunicato. In quell'anno il Consiglio federale ha deciso di impiegare le guardie di confine nel traffico ferroviario internazionale anche per il controllo delle persone, accanto a quello strettamente doganale. Dallo scorso 12 dicembre i controlli di persone anche in profondità all'interno del Paese hanno assunto "maggiore importanza" e sono "tendenzialmente aumentati", aggiunge la nota. Una ragione supplementare per regolare precisamente la ripartizione dei compiti tra guardie e gendarmi. Le competenze cantonali sono una questione sensibile. Il Cgcf ne ha fatto l'esperienza la settimana scorsa nel canton Friburgo, sollevando polemiche. In seguito ad un controllo su un treno intercity tra Friburgo e Berna, la polizia cantonale ha reagito ricordando che tra il cantone e il Cgcf non è ancora stato firmato alcun accordo. "Non è normale che cittadini friburghesi siano controllati da guardie di confine tra Berna e Friburgo. Attualmente i membri di questo corpo possono controllare su territorio friburghese solo i treni internazionali". Non hanno neppure il diritto di operare sui marciapiedi delle stazioni, sulle strade cantonali e sulle autostrade, ha affermato il comandante della polizia cantonale Pierre Nidegger. Dato che esiste un accordo con Vaud e Berna, era
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