Vallese
Scavano il ghiacciaio per la nuova pista da sci, gli ambientalisti: "È intollerabile"
© Wikimedia - Sikander Iqbal, Public domain
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Keystone-ats
4 mesi fa
Tre organizzazioni attive per la tutela dell'ambiente si sono rivolte ad Avvocati per il clima per presentare una richiesta urgente di interruzione immediata dei lavori presso la Commissione edilizia cantonale vallesana.

WWF, Pro Natura e Mountain Wilderness Svizzera vogliono fare luce sui lavori in corso sul ghiacciaio del Teodulo (VS) in vista delle discese di Coppa del mondo di sci alpino a Zermatt (VS)/Cervinia (I). Il caso è stato sollevato lo scorso week-end da "Le Matin Dimanche", che ha parlato anche di una mancanza di chiarezza riguardo ai permessi. "Ogni minuto conta per salvare il terreno ancora preservato del ghiacciaio", scrivono le tre associazioni ambientaliste in un comunicato diffuso oggi. Esse si sono rivolte ad Avvocati per il clima per presentare una richiesta urgente di interruzione immediata dei lavori presso la Commissione edilizia cantonale vallesana. La richiesta a tale organo è inoltre quella di "ordinare le misure istruttorie necessarie per documentare la portata dei lavori e la loro conformità alla legge". Se il progetto si rivelerà illegale, verrà domandato il risanamento del terreno, avvertono. Contattata da Keystone-ATS, la commissione afferma di star procedendo attualmente "a stabilire i fatti". Se in seguito emergeranno degli illeciti, verranno presi i provvedimenti del caso, assicura.

"Non abbiamo nulla da nascondere"

Secondo quanto riportato da "Le Matin Dimanche", l'incertezza regna sulla nuova pista denominata "Gran Becca", che collega Zermatt con la località italiana di Cervinia e che ospiterà le gare fra circa un mese. Nonostante le numerose richieste del domenicale romando, gli organizzatori si sono rifiutati di fornire il percorso preciso del tracciato. Alcuni settori, ancora in piena costruzione, si estenderebbero oltre l'area riservata alle piste da sci. Inoltre, molti critici, fra cui diversi allenatori internazionali, hanno espresso seri timori sul futuro della gara, già annullata nel 2022 a causa dello scarso innevamento. Contatto dal quotidiano vallesano "Le Nouvelliste" domenica, il presidente del comitato organizzatore locale, Franz Julen, ha comunque dichiarato che la pista è interamente nel settore dedicato allo sci sul lato svizzero e che tutte le autorizzazioni necessarie sono state ottenute. "Non abbiamo niente da nascondere", ha garantito.

"Un atto intollerabile"

Distruggere un ghiacciaio per una gara di sci è intollerabile, fanno notare dal canto loro le organizzazioni per la tutela dell'ambiente. Le previsioni annunciano lo scioglimento per metà di quello del Teodulo entro il 2080, viene ricordato nella nota congiunta.