
Dopo ieri il Ministero pubblico, oggi anche il granconsigliere svittese dell'UDC Bernhard Diethelm ha annunciato l'intenzione di ricorrere in appello contro la sentenza emessa dal Tribunale distrettuale di Zurigo nello scandalo sessuale che lo coinvolge. Due giorni fa i giudici hanno condannato il deputato 40enne a otto mesi di detenzione con la condizionale per le accuse di lesioni semplici e detenzione di pornografia proibita con animali. Diethelm è invece stato assolto dalle accuse di tentata violenza carnale, coazione sessuale e messa in pericolo della vita altrui. La decisione definitiva se ricorrere al Tribunale cantonale sarà presa non appena saranno disponibili le motivazioni della sentenza, ha indicato il legale di Diethelm in una nota. Una dichiarazione che ricalca quella annunciata ieri dall'ufficio stampa del Ministero pubblico zurighese.
Lo scandalo sessuale
Il granconsigliere svittese è stato giudicato per una vicenda che risale al giugno 2021: una prostituta che aveva incontrato a Zurigo, alla quale era stato promesso un compenso di 4'200 franchi per un incontro a base di pratiche sadomasochistiche, lo ha denunciato, accusandolo di averla minacciata, resa incapace di resistere e costretta a tollerare un coito. Temendo che i vicini sentissero le urla della donna, il 40enne aveva abbandonato l'appartamento della donna a piedi nudi, indossando ancora un collare e un guinzaglio. Altro particolare piccante, durante la presunta aggressione, il politico - accanito oppositore delle misure di protezione dal Covid-19 - avrebbe indossato una maschera nera FFP2. I giudici di prima istanza sono arrivati alla conclusione che fra la prostituta e il cliente era nato un litigio a causa del compenso. La donna ha in effetti riportato alcune escoriazioni, ma non sono emerse prove, come sosteneva l'autrice della denuncia, che Diethelm abbia cercato di anestetizzarla con del cloroformio. Unico indizio in questo senso: l'uomo aveva digitato su Internet le parole "cloroformio legale in Svizzera".

