
Un colpo di scena è avvenuto oggi durante il processo intentato dal 1. settembre a Neuchâtel a 15 persone coinvolte nello "scandalo Jaquet", dal nome di Jean-Pierre Jaquet, proprietario di una manifattura orologiera di La Chaux-de-Fonds accusato di svariati reati. Uno dei testimoni ha indicato alla Corte che Jaquet ha tentato d'influenzare le testimonianze degli imputati. Mentre era interrogato su aspetti secondari della vicenda - quali il furto e la contraffazione di prodotti orologieri - il proprietario dell'impresa di levigatura Miranda è crollato ed ha rivelato che Jaquet ha tentato negli ultimi giorni di "accordare" le testimonianze. L'obiettivo era di convincere l'organizzatore del furto di 60 chili di oro e di una decina di chili di platino di cambiare versione. Questa persona - il principale imputato del processo - ha finora affermato di aver consegnato il bottino a Jaquet la sera del furto. L'interessato ha confermato le dichiarazioni del "patron" della Miranda, precisando alla Corte di aver rifiutato "categoricamente" la proposta. Jaquet se l'è poi presa pubblicamente con lui e ha esortato il presidente del Tribunale economico ad interrompere l'udienza. Dopo l'interruzione, il proprietario della Miranda, che in mattinata aveva dichiarato di avere "rivelazioni da fare", ha rifiutato di aprire bocca, nonostante le incitazioni del presidente della Corte a "vuotare il sacco". Il dibattimento è poi proseguito senza ulteriori incidenti. ATS
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