
Spunta anche il nome di un ticinese nella vicenda dello scandalo di Autopostale. È quello dell’ex membro del Consiglio di amministrazione Adriano Vassalli. Lo riferisce il Blick.
La vicenda
AutoPostale, stando agi inquirenti, avrebbe realizzato profitti illeciti sulle rotte sovvenzionate, per poi deviarli altrove, incassando così cifre molto più alte rispetto a quanto previsto. La cifra poi restituita ammontava a 205,3 milioni. La vicenda sembrava essersi conclusa, ma la Fedpol ha dovuto riaprire, in maggio, parte del procedimento. Il motivo? La nomina dei due consulenti esterni a cui era stata assegnata la ricostruzione dei fatti era priva di base giuridica.
“So di essere innocente”
Nelle verifiche, come detto, risulta adesso coinvolto anche Vassalli, che all’epoca della vicenda era a capo del Comitato di revisione, rischio e conformità e che, sempre in base a quanto si legge sul giornale svizzero tedesco, avrebbe potuto essere a conoscenza della frode. “So per certo di essere innocente, non so chi abbia fatto cosa”, ha detto al Blick lo stesso Vassalli, il quale auspica che la questione si risolva il prima possibile.

