
“La libera circolazione va ridiscussa con l’UE”. Un’affermazione che negli ultimi anni è stata quasi un leitmotiv delle forze politiche 'euroscettiche'. L’ultimo ad affermarlo, in un’intervista a RTS, è stato però l’ex vice presidente della Banca nazionale svizzera Jean-Pierre Danthine.
"Penso che l’UE sbagli a voler imporre la libera circolazione come un dogma – ha commentato – È qualcosa che va assolutamente ridiscusso e questo sarebbe compatibile con i principi dell’Unione europea”. Per Danthine è arrivata l’ora di “ascoltare la voce del popolo”. L’Europa, infatti, va costruita in accordo con quello che il popolo è disposto ad accettare. Ci siamo troppo sbilanciati su un punto di vista tecnocratico”
L’ex numero due della BNS immagina una soglia da non sorpassare: “Se per tre anni di fila l'immigrazione dovesse superare l’1% della popolazione, gli Stati dovrebbero poter concordare un freno alle entrate”.
A fare il primo passo dovrebbe essere proprio la Svizzera: “Berna deve entrare con decisione nel dialogo con l’UE: qualsiasi Paese dell’Unione avrebbe dei problemi se si trovasse confrontato con un immigrazione pari a quella svizzera”
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