
L'iniziativa che chiede l'introduzione del divieto del burqa a livello nazionale ottiene oggi un sostegno che molto probabilmente i promotori non si aspettavano.
Si tratta di quello dell'imprenditore egiziano Samih Sawiris, che in una lunga intervista pubblicata oggi sulla "Schweizer Illustrierte" afferma di capire che la Svizzera voglia mettere al bando quel particolare tipo di copricapo musulmano. "L'Islam non prescrive l'obbligo del burqa, dice solo che bisogna essere timorati di Dio" afferma il 59enne, secondo cui "il burqa è un'invenzione saudita per tenere le donne lontane dalla vita in società".
"Il burqa non è accettabile" dichiara ancora Sawiris, che di religione non è musulmano, bensì copto. "Al giorno d'oggi, con tutte le persone pericolose che ci sono in giro, non è ammissibile che qualcuno poss nascondersi sotto un niqab o un burqa."
In merito al progetto immobiliare di Andermatt, Sawiris riconosce che il paese urano "non è ancora una top-destination", ma sostiene che è solo questione di tempo. "Per far diventare Andermatt un'alternativa a Zermatt, St. Moritz o Verbier, dovremo ancora faticare almeno un paio di anni" afferma Sawiris, che conta molto sul collegamento con la stazione sciistica grigionese di Sedrun.
In ogni caso lui è fiducioso e afferma di non passare notti insonni a causa di Andermatt. "Lo sviluppo prosegue secondo i piani. Presto Andermatt non sarà più una sfida."
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