
A partire dal 2017, il Consiglio federale intende introdurre una clausola di salvaguardia per regolare l'immigrazione di coloro che rientrano nel campo d'applicazione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea (UE).
Per raggiungere tale obiettivo, indica una nota odierna del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), il governo intende cercare una soluzione negoziata con Bruxelles. Per il ministro degli affari esteri Didier Burkhalter: "Una soluzione comune è possibile se si arriva ad un accordo sulla libera circolazione. Bisogna riusciere a mantenere l'accordo ma interpretarlo per integrare la clausola di salvaguardia". Anche la presidente del Consiglio federale Simonetta Sommaruga ha voluto insistere sull'accordo di libera circolazione. In particolare sull'articolo 14. paragrafo 2 su cui si cercherà di trovare un punto d'incontro con l'UE. L'articolo in questione prevede che in caso di gravi difficoltà si possa riunire un Comitato misto per trovare misure adeguate per porre rimedio alla situazione. I negoziati ruoteranno attorno a questo aspetto.
Qualora non fosse possibile raggiungere un'intesa in tempi brevi - prima del 9 febbraio 2017, ossia tre anni dopo il sì all'iniziativa contro l'immigrazione di massa come prevede il testo promosso dall'UDC - il governo intende introdurre in modo unilaterale una clausola di salvaguardia. Quest'ultimo scenario, come anticipato domenica scorsa dalla Sonntagszeitung, sarebbe al centro dell'accordo fra Christoph Blocher e i rappresentanti dell'economia per ridurre il numero di lavoratori esteri.
Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di preparare il relativo messaggio. Secondo la pianificazione, il suddetto messaggio sarà pronto entro l’inizio di marzo 2016.
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