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Svizzera
Sanzioni contro la Russia, 130 casi sospetti di aggiramento
Redazione
3 anni fa
È il numero dei casi sui cui sta indagando la SECO. Già aperti 29 procedimenti penali amministrativi, 14 dei quali si sono conclusi definitivamente.

Da quando le sanzioni contro la Russia sono entrate in vigore con l'invasione dell'Ucraina, la Seco ha identificato 130 casi sospetti su possibili tentativi di eluderle. Di questi, 29 casi sono confluiti in procedimenti penali amministrativi, 14 dei quali si sono conclusi definitivamente. In altri 36 casi è stato possibile evitare di aprire procedimenti. Il resto dei casi è invece ancora da chiarire. Lo ha dichiarato la nuova direttrice della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) Helene Budliger in una lunga intervista concessa al Tages-Anzeiger, nella quale ha respinto anche le accuse americane sulla presunta "riluttanza" svizzera in materia di sanzioni. "Alla Seco sappiamo come funzionano le sanzioni", ha sottolineato Budliger. "Siamo stati sopraffatti all'inizio, come gli altri paesi. Non abbiamo mai dovuto sanzionare un paese dell'importanza geopolitica come la Russia. Era necessario incorporare le sanzioni internazionali con centinaia di testi giuridici nel diritto svizzero. Ci siamo confrontati con 20'000 richieste di aziende o avvocati a cui dovevamo fornire informazioni. Nel frattempo siamo riusciti ad aumentare il nostro organico e siamo ben avviati".

La riesportazione di armi verso l'Ucraina

Per quanto riguarda la questione della riesportazione di armi in Ucraina, Budliger ricorda che la Svizzera ha rifiutato tre richieste da parte di altrettanti paesi. Pur non prendendo posizione sul tema, la segretaria della SECO auspica che il Parlamento possa di nuovo chinarsi sulla questione. "Non sono una politica, ma rappresento la posizione del Consiglio federale. Personalmente, penso che sarebbe un bene per il paese se il Parlamento continuasse a tenere questo dibattito nel prossimo futuro".

I beni della banca centrale russa in Svizzera

Sui fondi della banca centrale russa in Svizzera, Budliger non ha invece fornito cifre precise. Stando alla SonntagsZeitung sarebbero 10 miliardi. La Seco sta tuttavia ancora elaborando la cifra. "Il decimo pacchetto di sanzioni include un termine per la segnalazione delle attività detenute dalla Banca centrale russa. Tale termine è scaduto ad aprile. Ora otteniamo una panoramica e consolidiamo le cifre. Cerchiamo di dare un numero il prima possibile".

La caccia ai patrimoni di oligarchi russi

In merito all'eventuale partecipazione della Confederazione alla task Force multinazionale Repo incaricata di dare la caccia ai patrimoni degli oligarchi russi, Budliger ha spiegato che, pur non essendo membro di questo organismo, la cooperazione con i partner internazionali è buona - specie a livello tecnico come dichiarato dai paesi del G7 - e che verrà approfondita.