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Svizzera
Sans-Papiers, prima di legiferare bisogna conoscere, commissione
Redazione
8 anni fa

Prima di legiferare per regolare la questione dei "sans-papiers" in Svizzera, ossia i clandestini, occorre uno studio che analizzi nella sua interezza questo problema. Ne è convinta la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) che ha adottato un postulato in tal senso, respingendo anche se solo di misura (12 a 12 e un'astensione, con voto decisivo del presidente) una mozione della sua Commissione della sicurezza sociale e della sanità. La mozione, approvata nel gennaio scorso per 17 voti contro 8, mira ad un controllo maggiore sui sans-papiers. Gli inasprimenti prevedono, prima di tutto, che le persone senza statuto di soggiorno regolare non dovrebbero avere alcun diritto a prestazioni delle assicurazioni sociali, in particolare a quelle dell'assicurazione malattie e dell’AVS. L'atto parlamentare esige poi pene più severe per i datori di lavoro che assumono queste persone o per chi affitta loro degli alloggi. Dulcis in fundo, si auspica di agevolare lo scambio di dati tra organi statali affinché le scuole, ad esempio, possano segnalare i bambini sans-papiers alle autorità. La futura legislazione dovrebbe inoltre precisare i criteri concernenti i casi di rigore per il rilascio di permessi di dimora a famiglie di clandestini ben integrate. Per la maggioranza della CIP-N, senza ulteriori chiarimenti è difficile prevedere le conseguenze degli adeguamenti legislativi proposti dalla mozione, si legge in una nota odierna dei servizi del parlamento. Per i Cantoni e i Comuni sono in particolare da temere ripercussioni negative anche a livello di costi. Per tutti questi motivi, la commissione ha preferito alla mozione un postulato per fare chiarezza su questo dossier. Il numero dei sans-papiers in Svizzera è stimato a circa 76'000, di cui 13'000 vivrebbero a Ginevra. Nel cantone lemanico si tratta di persone che provengono principalmente dall'America latina, dai Balcani, dalle Filippine e dalla Mongolia, attive in settori quali l'economia domestica, l'edilizia e la ristorazione.

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