
La destra e gli ambienti economici non vogliono consentire ai giovani stranieri in situazione irregolare ("sans-papiers") di svolgere in futuro un apprendistato. A loro avviso la modifica dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa, posta in consultazione dal Consiglio federale fino ad oggi, è piena di difetti. Il centro, la sinistra e i sindacati accolgono invece la proposta governativa. Il progetto irrita sia l'UDC che il PLR. I democratici giudicano la possibilità offerta ai giovani sans-papiers "completamente controproducente". Temono infatti che il testo renda la Svizzera ancor più attrattiva per gli stranieri. La posizione del PLR è simile: secondo il loro nuovo presidente Philipp Müller, occorre "espellere dalla Svizzera tutte le persone illegalmente presenti sul suo territorio". L'ordinanza prevede di accordare, a determinate condizioni, un permesso di soggiorno ai bambini di sans-papiers durante la loro formazione professionale. Potranno svolgere un apprendistato soltanto coloro che sono "ben integrati" e che hanno frequentato per almeno cinque anni la scuola dell'obbligo in Svizzera. Il PS, il PPD, Unia e l'Unione sindacale svizzera (USS) approvano il progetto nel suo insieme. A loro avviso, esso consente finalmente di equiparare le formazioni professionali e universitarie. Oggi, i datori di lavoro che assumono un apprendista in situazione irregolare si rendono punibili. Al contrario, nessuna norma vieta ai figli dei sans-paiers di frequentare il liceo. Nel 2010, il Parlamento aveva adottato di misura una mozione del consigliere nazionale Luc Barthassat (PPD/GE), che chiedeva di togliere le disparità tra apprendisti e studenti in situazione irregolare. La città di Losanna aveva invece annunciato che avrebbe impiegato dei giovani apprendisti "sans-papiers". ATS
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