
La Conferenza dei direttori cantonali della sanità sottoporrà unilateralmente al parlamento una modifica di legge sulla questione delle fatture e dei premi malattia non pagati. Essa si basa sull'accordo di principio raggiunto lo scorso ottobre con santésuisse, l'associazione degli assicuratori malattia: in cambio dell'impegno di questi ultimi a non sospendere le prestazioni, i cantoni si assumerebbero forfettariamente l'85% dei pagamenti irrecuperabili dei premi malattia obbligatori comprovati da un attestato di carenza di beni.In una nota diramata oggi, la CDS dice di aver negoziato con santésuisse una proposta concreta di modifica di legge dopo l'accordo di principio raggiunto il 23 ottobre scorso. Il Comitato direttivo della Conferenza "ha tuttavia dovuto constatare che le trattative andavano per le lunghe senza una garanzia di successo". Vista "l'urgenza di una modifica", ha dunque "dichiarato chiuso il negoziato" e "presenterà una proposta al Parlamento sulla base delle convergenze già trovate con santésuisse".La proposta conterrà anche una descrizione del modo in cui i sussidi per la riduzione dei premi potrebbero essere versati alle assicurazioni malattia, precisa la CDS, che invita ora santésuisse a sostenere questa proposta "nell'interesse degli assicurati e dei fornitori di prestazioni", ossia medici e ospedali.Circa 150'000 persone sono oggi colpite da una sospensione delle prestazioni, rammenta la CDS. I cantoni - aggiunge - non sono tenuti ad assumersi i premi non pagati; lo fanno tuttavia in gran parte, sulla base del diritto cantonale. Con la regolamentazione proposta, il problema "può esser risolto semplicemente, in modo equilibrato e a livello svizzero nell'interesse di tutte le parti in causa", si dice convinta la Conferenza, che riunisce i consiglieri di Stato responsabili della sanità.In un comunicato diffuso dopo quello della CDS, santésuisse deplora la decisione dei ministri cantonali. L'associazione degli assicuratori afferma che fra le parti rimangono tre punti di discordia e che sarebbe stato opportuno appianare queste divergenze prima di trasmettere il dossier al parlamento.Annunciando il 24 ottobre l'accordo di principio, CDS e santésuisse avevano precisato che esso non significa assolutamente carta bianca a non pagare i premi: come nel passato, gli assicuratori avvieranno sistematicamente procedimenti d'esecuzione, e anche in presenza di un attestato di carenza beni, il debitore rimane perseguibile durante 20 anni. Con la nuova regolamentazione si vuole venire incontro ai casi di grave difficoltà economico-sociale: chi non può pagare i premi non deve per questo perdere la protezione dell'assicurazione malattia. La differenza fondamentale con il sistema attuale sarà che in nessun momento le prestazioni saranno sospese.L'articolo 64a introdotto nella LAMal nel 2006 fa di ogni erba un fascio tra assicurati morosi, imponendo alle casse malattia di sospendere le prestazioni già al momento della richiesta di continuare l'esecuzione per debiti, dopo un mancato pagamento nonostante diffida. In precedenza invece potevano sospenderle soltanto in presenza di un attestato di carenza di beni. La conseguenza è che fino a 150'000 persone sono rimaste senza alcuna rete protettiva di assicurazione, molte delle quali perché non sono effettivamente in grado di pagare, afferma la CDS.Per i soli ospedali, le fatture scoperte ammontano a 80,5 milioni di franchi, aveva indicato in ottobre H+, l'associazione di categoria, rallegrandosi della soluzione trovata e auspicando che il parlamento si occupi al più presto del dossier.ATS
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