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Svizzera
Sanità: svizzeri critici su sistema di analisi costi/utilità
Redazione
14 anni fa

Gli svizzeri ritengono che lo Stato non dia sempre la sufficiente importanza alla sanità pubblica. I pazienti vorrebbero essere trattati come individui e si mostrano diffidenti nei confronti dell'analisi sistematica del rapporto costi/utilità. È quanto risulta da un "publifocus" organizzato a Losanna, Berna e Lugano dal Centro per la valutazione delle scelte tecnologiche (TA-SWISS), che oggi a Berna ha presentato le sue conclusioni. Queste serviranno da base per ulteriori discussioni e saranno consegnate alle Commissioni della sicurezza sociale e della sanità (CSSS), ha detto il direttore di TA-SWISS, Sergio Bellucci. Sotto la direzione di esperti, persone di vari gruppi sociali hanno dibattuto di "Utilità e costi delle cure mediche", fra interessi individuali e collettivi. La maggioranza dei partecipanti ha ritenuto che il rapporto costi/utilità sia da tenere in conto per decidere a favore o contro un certo tipo di trattamento. Essi hanno però espresso diffidenza sull'idea di un rigido limite massimo per il costo del singolo caso. Il timore è che la "cura su misura", ossia adattata ai bisogni del paziente, sparisca definitivamente a favore di linee direttive inoppugnabili. In particolare, i partecipanti al dibattito si sono mostrati scettici riguardo a sistemi come il QALY (Quality Adjusted Life Year, anno di vita aggiustato alla qualità), che serve a valutare gli interventi medici in funzione degli effetti sulla durata e sulla qualità di vita. Quest'ultimo concetto è poi difficilmente misurabile in modo standardizzato. Molti hanno osservato che una valutazione quantitativa non deve essere il solo metro di misura per stabilire il metodo di cura. Il medico curante dovrebbe avere un peso preponderante nel giudizio sui singoli casi. ATS

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