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Svizzera
San Gottardo: nuovo Comitato a favore della galleria di risanamento
Redazione
13 anni fa

La costruzione di un secondo tubo per ovviare ai disagi durante i lavori di ristrutturazione del tunnel autostradale del San Gottardo è la migliore soluzione dal punto di vista del rapporto costi-benefici ed è un investimento a lungo termine a favore della sicurezza. È quanto sostiene il neocostituito comitato "Sì alla galleria di risanamento al San Gottardo" di cui fanno parte tra gli altri anche l'ex consigliera di Stato Patrizia Pesenti (PS), il presidente del Consiglio degli Stati Filippo Lombardi (PPD) e il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD). Il risanamento della galleria autostradale richiederà la chiusura per almeno tre anni. Trasferire il traffico sulla cosiddetta "autostrada viaggiante" tra Uri e la Leventina è una soluzione "tecnicamente e finanziariamente rischiosa, insostenibile dal punto di vista della politica dei trasporti nonché dannosa per l’unità nazionale", afferma il comitato che oggi si è presentato alla stampa. A suo avviso, la soluzione più "sensata dal punto di vista tecnico, finanziario e della politica dei trasporti" è quella scelta dal Consiglio federale, vale a dire la costruzione di una galleria di risanamento senza aumento della capacità. Solo in questo modo "è possibile risanare il tunnel esistente garantendo la sicurezza e la stabilità di questo importante collegamento stradale, in armonia con gli standard vigenti sulle strade nazionali". Ed è anche l'unica opzione che evita l'isolamento del Ticino dal resto della Svizzera, ha aggiunto Filippo Lombardi. I responsabili hanno assicurato che al termine dei lavori il secondo tubo servirà solo da corsia di emergenza e che non vi sarà un aumento delle capacità di traffico, nel rispetto di quanto scelto dal popolo svizzero in votazione. "Sono sempre stata e sarò anche in futuro una convinta sostenitrice dell'Iniziativa delle Alpi", ma la proposta di risanamento del Consiglio federale è l'unica in grado di risolvere la situazione che verrà a crearsi durante i lavori, ha spiegato Patrizia Pesenti, copresidente del comitato. L'investimento per la costruzione di un secondo tunnel si aggira attorno ai 2,8 miliardi di franchi, quello per la "strada viaggiante" con stazioni di carico circa 2 miliardi di franchi. La seconda opzione quindi comporta costi elevati senza valore aggiunto: le stazioni di trasbordo, al termine dell'opera di risanamento, devono essere smantellate e il materiale rotabile venduto. Inoltre alla prossima ristrutturazione si dovrà affrontare nuovamente il problema della gestione del traffico, ha sottolineato Fabio Regazzi. Il Comitato è stato creato su iniziativa delle associazioni economiche di Uri e Ticino. Il suo obiettivo è informare l'opinione pubblica e sostenere la variante proposta dal Consiglio federale. Fra i suoi promotori figurano anche l'ex presidente del PLR Franz Steinegger, copresidente assieme alla Pesenti, il presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri Jean-François Rime (UDC/FR) , il presidente del PBD Martin Landolt e il consigliere agli Stati grigionese Stefan Engler (PPD). L'Iniziativa delle Alpi, all'origine dell'articolo costituzionale sul traffico alpino, aveva consegnato in aprile alla Cancelleria federale una petizione con 68'000 firme contro la costruzione del secondo tubo e preannunciato una volta ancora il lancio di un referendum. L'idea di costruire una seconda galleria al San Gottardo è già stata bocciata due volte in votazione popolare, il 20 febbraio 1994 quando fu accolta l'Iniziativa delle Alpi e l'8 febbraio 2004 con il rifiuto del controprogetto all'iniziativa "Avanti - per autostrade sicure ed efficienti". Gli urani hanno confermato ancora una volta il loro "no" al raddoppio in votazione cantonale nel maggio 2011. ATS

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