
In Svizzera, otto abitanti su mille si sottopongono nel corso di un anno a una cura psichiatrica stazionaria: una percentuale rimasta relativamente stabile nel corso degli anni, secondo uno studio dell'Osservatorio svizzero della salute (Obsan). L'analisi ha inoltre mostrato che a ricorrerre più spesso a una cura di questo tipo sono le persone senza un'occupazione e i beneficiari di una rendita. In particolare nel 2004 si è sottoposto a cure stazionarie lo 0,81 % della popolazione adulta (circa 50'000 persone). Tra il 2000 e il 2004 questa percentuale è rimasta stabile tra lo 0,80 e lo 0,84 %. I dati dello studio hanno inoltre confermato i risultati di alcune ricerche precedenti, secondo i quali le persone con un basso livello di formazione, inoccupate, beneficiarie di rendite e che non convivono con un partner stabile, risultano essere più soggette a malattie psichiche. Rispetto alla popolazione svizzera si nota in particolare la percentuale elevata di inoccupati, 16 volte superiore a quella degli occupati a tempo pieno. Lo studio ha mostrato che alle cure stazionarie si ricorre in primo luogo per trattare depressioni e manie. Seguono i casi di disturbi legati all'alcolismo. L'analisi ha inoltre evidenziato come tra gli uomini prevalgano le malattie da dipendenza mentre tra le donne i disturbi di tipo affettivo. ATS
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