
Il mercato svizzero delle abitazioni primarie si mostra del tutto indifferente all'inversione di tendenza dei tassi. Lo rivela un'analisi svolta dagli economisti di Raiffeisen. Le case unifamiliari nel secondo trimestre 2022 hanno registrato un rincaro dell'1,3%. La dinamica dei prezzi è ancora maggiore sulla proprietà per piani, che ha registrato un aumento del 3,5%. I tassi di interesse più elevati hanno influito sulla scelta del prodotto di finanziamento all’atto dell'acquisto della casa o del rinnovo di un'ipoteca in scadenza.
Tempo di carenze
Dopo anni di eccesso di offerta, nel mercato delle abitazioni in locazione, ora i segnali annunciano chiaramente le carenze. Benché anche in futuro la domanda sarà superiore all'offerta di abitazioni, il settore immobiliare per il momento non ha reagito con una maggiore produzione di abitazioni. Finché gli affitti non aumentano sensibilmente, nell'attuale contesto di mercato mancano gli incentivi all'ampliamento dell'edilizia residenziale. “Le riserve di sfitti ancora disponibili saranno presto esaurite. Infatti, a causa dell'immigrazione, dell'individualizzazione e dell'invecchiamento demografico, la domanda continua ad aumentare, mentre al contempo vengono costruite sempre meno abitazioni. Pertanto un forte aumento dei canoni d’affitto, è solo una questione di tempo, e il tema acquisterà importanza nell'agenda politica”, afferma Martin Neff, economista capo di Raiffeisen Svizzera.
La densificazione procede lentamente
In Svizzera si sta sempre più stretti. I nuovi edifici diventano sempre più alti, con appartamenti sempre più piccoli e nelle zone residenziali vivono sempre più persone su una certa superficie. Si ha quindi una gestione sempre più oculata del poco terreno edificabile disponibile. Ma poiché il consumo di superficie a persona cresce costantemente e sempre più persone vivono in Svizzera, il ritmo della densificazione è di gran lunga insufficiente per bloccare la dispersione urbana. “Una densificazione più rapida, che sarebbe necessaria per la pianificazione del territorio, incontra grandi ostacoli”, prosegue Neff. “I costi di costruzione a densità più elevata sono decisamente superiori rispetto a un nuovo edificio in uno spazio verde”. Inoltre ci sono regolamenti edilizi e di zona “rigidi, inflessibili e disomogenei che limitano, complicano o rendono impossibili i progetti di densificazione. Una prassi molto liberale per la presentazione delle opposizioni aumenta il lavoro di pianificazione per i progetti ad alto potenziale di densificazione e causa oneri amministrativi sempre maggiori”. Per esempio la durata media del periodo che intercorre tra la presentazione della richiesta di concessione edilizia e l'effettivo permesso di costruzione di edifici con più di tre appartamenti negli ultimi 20 anni è aumentata notevolmente, passando da 92 a 150 giorni.
Bolle che scoppiano nel mondo virtuale
Nel mondo digitale ormai è possibile acquistare anche fondi e immobili. Quanto più un pezzo del terreno digitale appare attraente, tanto più si paga per acquistarlo. La relativa attrattiva si definisce in base al numero di persone che in media si trovano nelle vicinanze del fondo. Il mercato degli immobili digitali ha registrato enormi rincari. Fino alla fine di giugno 2022 i prezzi sono letteralmente crollati, attestandosi sui 2'500 dollari. Negli ultimi mesi è stato possibile osservare la formazione di una simile bolla, destinata poi a scoppiare, in numerosi progetti di metaverso. Questo stato di cose, tra l'altro, è dovuto anche al fatto che molti progetti - per motivi tecnici - sono legati a criptovalute, sul cui futuro oggi è difficile fare delle previsioni. “A causa dell'estrema volatilità, delle evidenti tendenze a formare bolle e delle discutibili intenzioni di molti offerenti, Virtual Real Estate rimane un terreno di gioco per speculatori molto propensi al rischio”, precisa Neff.

