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Svizzera
Salari: USS manifesta davanti ambasciata UE a Berna
Redazione
16 anni fa

Con le sue decisioni, l'Unione europea rischia di sferrare un duro colpo alla protezione dei salari. Una manifestazione dell'Unione sindacale svizzera (USS) - che ha riunito un quarantina di persone - si è tenuta oggi a Berna davanti alla sede della rappresentanza UE, per protestare contro la volontà dei ministri degli affari esteri europei di cambiare le carte in tavola in materia di libera circolazione delle persone. Ieri i ministri degli esteri dell'UE avevano deciso, in vista del vertice europeo del 16 e 17 dicembre, di rivedere i termini di annuncio dei contingenti di operai in Svizzera (attualmente di 8 giorni), i contributi per le spese di esecuzione dei Contratti collettivi di lavoro (CCL) e il nuovo sistema di cauzione. L'USS ricorda che lo scorso anno è stata siglata una convenzione fra Confederazione e stati dell'UE interessati, che prevede una semplificazione delle misure d'accompagnamento ai bilaterali. Continuare a criticare queste disposizioni, come già in settembre aveva fatto il Parlamento europeo, è una pura "violazione del principio di buona fede", secondo il sindacato. Le misure d'accompagnamento sono un elemento centrale nelle lotta contro il dumping salariale, ha spiegato Renzo Ambrosetti, sindacalista dell'UNIA. Se comparate a quelle in vigore in molti paesi dell'UE, la legislazione applicata dalla Confederazione "non è per nulla restrittiva". ATS

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