
Mosca ha criticato oggi le restrizioni decise da Berna nei confronti della Russia a seguito del conflitto con l'Ucraina, definendole contrarie alla politica elvetica di neutralità. "Le restrizioni imposte da Berna in una serie di ambiti di cooperazione sono ingiustificate e controproducenti", afferma il ministero degli esteri russo in una presa di posizione citata dall'agenzia stampa Reuters, che menziona al riguardo il blocco elvetico delle esportazioni militari. La posizione del Consiglio federale sugli avvenimenti in Ucraina è irrealistica e non tiene conto delle spiegazioni fornite dalla Russia, afferma ancora il ministro degli esteri di Mosca secondo l'agenzia russa Ria Novosti. A suo avviso, questo "punto di vista dettato da pregiudizi" non si addice alla neutralità elvetica e non rispecchia i rapporti amichevoli tra Russia e Svizzera. Mercoledì scorso il Consiglio federale ha condannato l'annessione della Crimea da parte della Russia e ha deciso che di fatto applicherà le sanzioni dell'Unione europea contro Mosca, pur non associandovisi formalmente, "affinché il territorio svizzero non venga utilizzato per aggirarle". Il ministro degli esteri Didier Burkhalter ha elencato le misure già adottate: sospensione dei negoziati per un accordo di libero scambio con Mosca, blocco delle autorizzazioni per l'esportazione di materiale bellico verso la Russia e rinuncia provvisoria a un programma di formazione per militari russi. Inoltre "dal punto di vista pratico la Confederazione adotta le stesse sanzioni previste dall'Unione europea nel quadro dell'Accordo di Schengen". Queste prevedono il rifiuto di un visto per lo spazio Schengen ad una trentina di personalità russe ed ucraine.
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