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Rupperswil: non ci sono precedenti
Rupperswil: non ci sono precedenti
Rupperswil: non ci sono precedenti
Redazione
10 anni fa
Il passato dell'omicida non nasconde altri abusi sessuali. Nominata un'avvocata d'ufficio per la sua difesa

Finora non è emerso alcun indizio che faccia pensare che l'assassino di Rupperswil in passato si sia avvicinato con intenti sessuali a bambini o giovani. Lo ha indicato oggi il ministero pubblico argoviese, che per i prossimi giorni e settimane annuncia vaste indagini nell'ambiente dell'omicida.

La procura promette di effettuare indagini a tappeto e interrogatori in tutti le società calcistiche in cui l'uomo arrestato giovedì per il massacro di Rupperswil ha lavorato quale allenatore o coordinatore. Anche in nome delle società sportive in questione, il ministero pubblico e la polizia cantonale argoviese invitano peraltro i media di astenersi dal cercare ulteriore contatto con funzionari, allievi o genitori.

Per stabilire il rischio di recidiva e l'imputabilità del pluriomicida nei prossimi giorni sarà richiesta una perizia psichiatrica. Come noto durante i primi interrogatori avvenuti dopo l'arresto, svoltosi giovedì, l'uomo ha ammesso di aver ucciso il 21 dicembre scorso in una casa di Rupperswil una donna di 48 anni, i suoi due figli di 13 e 19 anni e l'amica 21enne del primogenito. L'assassino ha inoltre abusato sessualmente del 13enne.

L'imputato riceverà un difensore d'ufficio non avendo fornito il nome di un avvocato. Lo ha indicato una portavoce della procura in dichiarazioni riportate dal sito dell'Aargauer Zeitung.

L'avvocato in questione è una donna: Renate Senn, uno dei pochi avvocati nel canton Argovia specializzati in diritto penale, ha precisato l'addetta stampa. Laureata a Zurigo nel 1995, ha il brevetto d'avvocato dal 1999.

Si tratta di un caso di difesa obbligatoria ai sensi dell'articolo 130 del Codice di procedura penale: l'imputato rischia infatti di subire una pena superiore a un anno oppure una misura privativa della libertà.

In un comunicato di cui riferisce la stessa testata argoviese, Senn conferma l'incarico ricevuto e dice di essere cosciente del forte interesse pubblico per la vicenda e dei diversi interrogativi rimasti ancora senza risposta. "Il delitto lascia attoniti e ha sconvolto pure me", aggiunge.

L'avvocata scrive anche che il suo assistito ha reso piena confessione e sottolinea che l'uomo, in uno stato come la Svizzera, ha diritto a un processo penale corretto. "Credendo nello stato di diritto, devo rispettare questo principio quale difensore d'ufficio del sospetto reo confesso".

Senn aggiunge che svolgerà il suo lavoro nel pieno rispetto delle vittime e dei loro famigliari, a cui è stato procurato un dolore indicibile. "Per questo motivo con il consenso del sospetto al momento non lo difenderò in pubblico, né agirò come sua portavoce".

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