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Svizzera
Rubano 1 milione e scappano in Marocco
Redazione
13 anni fa
Prendono in ostaggio un banchiere, ottengono il riscatto e poi fuggono in scooter prima di tranquillamente sparire in aereo: vicenda incredibile a Ginevra

Leggendo quel che sono riusciti a fare due criminali lo scorso mese di settembre in Romandia, verrebbe da chiedersi se non siamo di fronte alla trama dell'ultimo thriller di produzione hollywoodiana. Invece, secondo quanto portato alla luce oggi da Le Matin, possiamo mettere da parte i pop corn. È tutto vero.

Due malviventi il 24 settembre 2013 si sono introdotti all'UBS Cornavin, a Ginevra, e hanno preso in ostaggio un dipendente, per la cui liberazione l'istituto bancario ha dovuto versare 1,250 milioni di franchi. Ottenuti i soldi, i due sono partiti su di uno scooter in direzione di Prangins, dove ad attenderli c'era un elicottero teoricamente impiegato per il battesimo dell'aria di due donne. Mentre la polizia svizzera cercava i delinquenti sulle strade, in direzione di Versoix, loro erano già in volo verso l'aeroporto di Cointrin, dove ad attenderli c'era un jet privato. Essendo potuti atterrare direttamente sulla pista, hanno saltato i controlli doganali, gabbando clamorosamente la sicurezza svizzera.

La faccenda si fa ancora più intrigante a questo punto, perché il proprietario dell'aereo sul quale sono saliti, è un giovane imprenditore di 32 anni: amministratore di svariate società, l'uomo è anche l'agente di vari calciatori ed è in particolare stato al centro del milionario trasferimento al Galatasaray di Didier Drogba. A bordo, con qualche immancabile amica o presunta tale, si stappa pure lo champagne. Destinazione Malaga... anzi no, in volo si chiede di virare direttamente su Marrakech, poco importa ormai, dei malfattori si perdono le tracce.

Una settimana dopo l'imprenditore viene però arrestato all'aeroporto di Cointrin, mentre uno dei due delinquenti, un franco-marocchino di 24 anni, viene incastrato dalla prova del DNA grazie a delle tracce sullo scooter che avevano utilizzato. Mezzo a due ruote ritrovato tra l'altro proprio nel garage di un immobile dell'imprenditore, il quale ha ammesso di conoscere uno dei due criminali, ma di non avere nulla a che fare con il colpo. Il secondo responsabile di questo colpo internazionale è tuttora latitante.

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