
Il direttore della radiotelevisione romanda (RTS) Pascal Crittin in questi giorni, dopo le rivelazioni di presunte molestie sessuali e abusi nell’azienda coperti dai quadri, ha giustificato possibili mancanze della direzione con il fatto che le vittime non si siano espresse. Ora, sulla base di nuove rivelazioni, ammette un “importante disfunzionamento”.
Crittin, sin da sabato in vari media ha assicurato che la direzione si è sempre occupata con “diligenza” e “fermezza” delle segnalazioni di dipendenti. Ma dopo una serie di segnalazioni di protesta e malumore dell’organico, il responsabile della filiale francofona della Società svizzera di radiotelevisione (SSR) domenica sera ha inviato ai suoi collaboratori una e-mail, che il quotidiano romando 24 Heures pubblica oggi in extenso. Crittin vi ammette tra l’altro che “prendendo un po’ di distanza, constatiamo un importante disfunzionamento”. Assicura che “i dossier che lo meritano” saranno riaperti.
Un problema, scrive 24 Heures, è palese in merito al trattamento delle segnalazioni relative a un quadro, di cui si è ampiamente occupato il quotidiano Le Temps nell’inchiesta pubblicata sabato, che fa stato di molestie sessuali, gesti inappropriati e abuso di potere all’interno della RTS.
10 dipendenti denunciarono
Nel 2014 il Sindacato svizzero dei mass media (SSM) aveva fatto pervenire un dossier alla direzione della RTS, allora guidata dall’attuale direttore generale della SSR Gilles Marchand, che contemplava le testimonianze di abusi di una decina di dipendenti, come SSM ha indicato a 24 Heures. Stando a uno scambio di e-mail, che il giornale dice di possedere, varie persone ai vertici di RTS sono state informate delle accuse formulate dai dipendenti, tra cui l’attuale redattore capo dell’attualità televisiva. Un altro messaggio evoca una seduta su questo tema il 5 dicembre 2014, a cui ha partecipato anche l’ex capo della RTS Marchand.
... ma non ascoltati
Secondo un’altra e-mail, la direzione ha rifiutato di considerare tutte quelle denunce di abusi nell’ambito di una procedura già in corso contro il quadro “incriminato”. 24 Heures ne ha chieste le ragioni a Crittin, ma questi, sostiene il quotidiano, non ha risposto alle sollecitazioni.
Intanto la pressione dalla RTS sale sulla SSR, soprattutto per “bocca” di quotidiani svizzero tedeschi, tra cui spiccano Tages-Anzeiger e Luzerner Zeitung. In un editoriale il quotidiano zurighese parla della “doppia responsabilità” di Marchand, quale direttore generale di SSR ora, ma anche come capo di RTS fino al 2017, quando gli subentrò Crittin. “Se non è al corrente (dei presunti abusi) è perché non vuole sapere”, non esita a scrivere l’editorialista.
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